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Scuole all'Osservatorio: cosa si può osservare

articolo di Marini Alessandro

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Cogliamo l'occasione per fornire risposte alle domande spesso rivolteci da vari insegnanti che, per la prima volta, desiderano prenotare una serata all'Osservatorio "Senigalliesi" per le proprie classi. Queste informazioni possono essere utili per tutti coloro che non hanno mai avuto l'opportunità di accedere alla nostra specola. Giustamente, le domande più frequenti riguardano cosa e come si può osservare con i nostri telescopi e quali sono i periodi migliori. Il sito è oggi molto disturbato dall'inquinamento luminoso, ma Luna e pianeti, che risentono meno di questo problema, sono sempre uno spettacolo indimenticabile.

L'astro che mostra il maggior numero di particolari interessanti è senza dubbio la Luna. I momenti più idonei all'osservazione sono in prossimità del Primo Quarto, quando la Luna è crescente. Infatti, è visibile in cielo nella prima parte della notte, cioè in orari più comodi di quelli della Luna calante, che sorge a notte inoltrata. Il Primo Quarto è inoltre la fase che permette di riconoscere al telescopio più dettagli, soprattutto vicino al terminatore, la linea che separa la parte in luce da quella in ombra: la superficie lunare rivela catene montuose, crateri, picchi, crepacci. Il Plenilunio è la fase meno favorevole per l'osservazione: i rilievi lunari non proiettano ombre e la superficie appare piatta; oltre a ciò l'intensa luminosità ostacola la visione di oggetti deboli come nebulose, galassie e ammassi stellari.

Al secondo posto in ordine di interesse sono i pianeti, in particolare Saturno e Giove. Si distinguono benissimo gli anelli di Saturno e, al loro interno, in condizioni di visibilità molto buona, la divisione di Cassini. Si possono scorgere, come dei puntini luminosi, alcune delle sue lune, in particolare Titano, la più grande, che ultimamente ha fatto molto parlare di sé. Giove mostra una superficie solcata da fasce parallele all'equatore e i quattro satelliti galileiani, Io, Europa, Ganimede e Callisto, allineati sullo stesso piano; questi ultimi, per via del loro moto di rivoluzione, non sono sempre visibili contemporaneamente; quando uno di essi transita davanti a Giove è possibile vederne l'ombra, come un puntino nero, attraversare il disco del pianeta. Venere è, ad occhio nudo, l'astro più luminoso del cielo dopo il Sole e la Luna, presenta al telescopio le fasi come quelle del nostro satellite. La spessa coltre di nubi che lo avvolge ne nasconde completamente la superficie. In certi periodi Venere brilla nel cielo della sera, poco dopo il tramonto, quindi in ore più adatte a gruppi e scolaresche; in altri periodi sorge poco prima dell'alba. Marte appare al telescopio come un dischetto rossastro e, in condizioni favorevoli, si può scorgere la calotta polare meridionale ghiacciata. È possibile osservare anche il Sole, obbligatoriamente con filtri adeguati e ovviamente di giorno; a seconda dell'intensità dell'attività solare si possono osservare più o meno macchie solari.

Molto suggestive sono anche le stelle doppie o multiple,cioè stelle che ad occhio nudo appaiono singole, ma che con strumenti si risolvono in più componenti. Tra le più famosi Mizar, nella costellazione dell'Orsa Maggiore, visibile tutto l'anno; Albireo, nella costellazione del Cigno, alta nel cielo estivo, che mostra due stelle di colorazione diversa; Castore, nei Gemelli, costellazione invernale; la stella e (epsilon) della Lira, stella multipla estiva. Altri oggetti, meno noti ai profani, sono gli ammassi di stelle. Tra gli ammassi aperti, formati da poche decine fino a un migliaio di stelle giovani, da non perdere le Pleiadi, visibili nelle serate autunnali e invernali nella costellazione del Toro. Un altro ammasso aperto invernale degno di nota è il cosiddetto "Presepe" o "Alveare", nel Cancro; in autunno si può anche ammirare il Doppio Ammasso di Perseo. Tra gli ammassi globulari, costituiti di centinaia di migliaia di stelle molto vecchie, uno tra i più conosciuti e brillanti è l'ammasso d'Ercole, classificato come M 13, bersaglio abituale dei telescopi nelle serate estive. Una delle meraviglie del cielo invernale è la Grande Nebulosa di Orione: ad occhio nudo sembra una stella offuscata, al telescopio si vedono quattro stelle disposte a forma di trapezio circondate da una tenue nebulosità. In estate vale la pena di dare un'occhiata alla Nebulosa della Lira, detta anulare per la sua forma. Le altre nebulose, a causa delle vicine luci urbane, non offrono uno spettacolo altrettanto meritevole. La galassia di Andromeda, affiancata da una delle sue galassie satelliti, è molto affascinante; le altre galassie richiedono un cielo molto buio e limpido.

In conclusione ringraziamo tutti coloro che ci hanno contattato per informazioni e invitiamo loro a concordare visite con la responsabile dell'Osservatorio.


 
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Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 14, anno 2005)

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