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Il transito di Venere sul Sole dall'Osservatorio di Pietralacroce

articolo di Ballerini Davide

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Com'è facile intuire, non sono molti i fenomeni astronomici che si possono osservare nell'arco diurno del giorno. A parte l'attività magnetica esistente sulla superficie del Sole caratterizzata dalle macchie solari, dai brillamenti e dalle protuberanze, per il resto bisogna purtroppo rassegnarsi a lunghe attese.

I principali fenomeni che si possono osservare in questa fase del dì sono le eclissi di Sole e i transiti planetari; entrambi sono abbastanza rari. Le eclissi, per potersi manifestare, richiedono un ben preciso allineamento tra Sole, Luna e Terra: possono essere totali, parziali o anulari. Così anche per i transiti planetari è indispensabile che ci sia un certo allineamento, in questo caso tra Sole, pianeta (interno) e Terra; a differenza delle eclissi i tempi di attesa possono essere molto più lunghi. A complicare le cose poi vi è anche il fattore località. Infatti questi fenomeni quando si presentano non sono osservabili da tutta la Terra: essi interessano solo una determinata zona della superficie terrestre. Ciò spiega la loro grande importanza e l'attenzione che meritano. Oltre alla loro spettacolarità e valenza scientifica subentra quella componente di straordinarietà che contribuisce ad esaltarli e a renderli così interessanti.

Questo è quello che è successo in occasione del transito di Venere sul Sole dello scorso 8 giugno, dove l'attesa ha superato i cento anni. Venere si posiziona esattamente tra la Terra ed il Sole solo in rarissime circostanze, seguendo un ciclo di 122 - 8 - 105 -8 anni. Significa che da un transito all'altro passano prima 122 anni, poi 8, ancora altri 105 e infine altri 8, per poi ricominciare il ciclo. L'ultimo passaggio avvenne, infatti, il 6 dicembre 1882 e, all'epoca, i mezzi per seguire un tale fenomeno non erano certamente paragonabili a quelli che oggi la tecnologia ci mette a disposizione. La fotografia si era appena affacciata, in quegli anni, con le lastre con gelatina e bromuro d'argento secco. Quindi proprio per tale motivo, questo transito di Venere meritava particolare attenzione; le uniche registrazioni erano basate sulle descrizioni tramandate dagli astronomi del passato.

Noi astrofili dell'A.M.A. non potevamo rimanere inattivi ed abbiamo voluto organizzare un gruppo di lavoro, dove ogni addetto aveva un compito ben preciso. Io e Stefano Rosoni ci siamo impegnati nella registrazione dell'evento, per poter conservare una documentazione nel nostro archivio dati. Altri astrofili si sono occupati del telescopio dell'osservatorio, aperto al pubblico per l'occasione e supportato da altri strumenti disposti sul piazzale antistante da alcuni soci. L'appuntamento era alle 6, in modo da poter preparare tutta l'attrezzatura con ampio anticipo, trovandoci così pronti per l'inizio dell'evento, previsto per le 7.20 circa. Io mi ero organizzato per seguire il fenomeno utilizzando il mio telescopio, costituito da due tubi ottici: in uno, attraverso una webcam e un computer, riproducevo in diretta l'evento; nell'altro alternavo l'osservazione all'oculare con la ripresa fotografica.

Per quanto riguarda la partecipazione del pubblico, avevamo previsto che l'affluenza durante la mattinata sarebbe stata notevole, considerato l'ampio spazio concesso dai mass-media all'evento: già molto presto si sono presentati i primi curiosi, muniti di vetri anneriti e filtri, per assistere all'inizio del transito. Nel corso della mattinata sono venute circa duecento persone, anche se alcune si sono fermate solo per un veloce sguardo. Alle numerose persone si sono anche aggiunti i giornalisti delle emittenti locali ITV, TVRS e TV Centro Marche, che ci avevano contattato già nei giorni precedenti e che hanno voluto raccogliere, attraverso interviste e riprese, immagini e testimonianze del fenomeno.

Con una distanza di soli 43 milioni di km, Venere sottendeva un diametro di circa 58 secondi d'arco, ossia 1/30 del diametro del Sole, contro i circa 12 secondi d'arco (1/150) che vediamo con i transiti di Mercurio! Un vero peccato per chi non ha potuto vivere questa bella esperienza; ma fortunatamente non dovrà attendere molto perché il prossimo incontro avverrà nel 2012.


 
Transito di Vene...
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Foto di gruppo a...
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osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 13, anno 2004)

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