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Un universo piatto?

articolo di Veltri Mario


Spett. Prof. Veltri. Tempo fa, i giornali riportavano la notizia che mediante studi effettuati con palloni sonda nell’alta atmosfera, analizzando la radiazione fossile di fondo, risulterebbe che la geometria dell’universo sia piatta. Si può dedurre, leggendo il suo precedente articolo sulla cosmologia pubblicato su questo giornalino, che l'universo non sia nè in espansione nè in contrazione, ma stazionario? (Alberto Tabone)

No. Le conoscenze fino ad oggi acquisite e le teorie accettate non ci consentono di dire che siamo in presenza di un Universo piatto, che ubbidisce cioè alle leggi della geometria piana o euclidea. Questo modello richiederebbe l'equilibrio tra la forza gravitazionale dovuta alla materia contenuta nell'universo e la forza centrifuga dovuta alla espansione postulata dalla legge di Hubble. Quindi il modello di universo, è legato alla quantità di materia contenuta per ogni unità di volume dello spazio. La scoperta della radiazione fossile di fondo, avvalora solo l’ipotesi dello scoppio iniziale o Big-Bang da cui deriva la forza di espansione. Poichè la densità media fino ad oggi è stata valutata inferiore alla densità di equilibrio o densità critica, ci troviamo in presenza di un Universo aperto, in continua espansione, di tipo iperbolico. Poichè la stima della materia presente nell'universo varia continuamente per la scoperta di nuova materia nello spazio intergalattico, nulla esclude che si possa pervenire ad un valore della densità pari a quello critico. Solo in tal caso potremo parlare di un Universo piatto.


 
 
osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 2, anno 2001)

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