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Le meraviglie di un cielo buio

articolo di Ballerini Davide, Marini Alessandro, Zingaretti Alessandro

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Il 27 settembre scorso ci siamo recati in località Prati di S. Vicino, a 1200 metri di quota circa, per ammirare la volta celeste da un sito lontano dalle luci urbane. Era con noi anche Stefano Baldoni, che, come Davide, era intenzionato ad utilizzare il proprio telescopio per l'astrofotografia. Oltre agli inseparabili binocoli, avevamo anche il telescopio newtoniano 200/1000 di Stefano Rosoni. Il cielo era attraversato da nubi fastidiose ma allo stesso tempo veloci: i prolungati squarci di sereno mostravano un cielo molto limpido e particolarmente adatto alle osservazioni astronomiche. Con il 200/1000, non impegnato nelle riprese fotografiche, abbiamo puntato tantissimi oggetti del catalogo Messier. Siamo rimasti affascinati da alcuni oggetti in particolare. Nello stesso campo visivo di M31, la Galassia di Andromeda, si vedevano con il telescopio le galassie satelliti M32 e M110. Puntando poi l'ammasso aperto M35 nei Gemelli, si distingueva benissimo sullo sfondo, come una macchia, l'ammasso aperto NGC 2158. Molto gratificante, inoltre, la visione della Nebulosa di Orione M42.

In realtà l'evento che più ci avrebbe colpito e che sicuramente mai dimenticheremo si doveva ancora verificare. Il programma era di trascorrere la nottata sul monte fino all'alba. Stefano Baldoni aveva però ripreso la via del ritorno molto prima di noi, ignaro di ciò che stava per perdersi. Alle 3:30 circa del mattino abbiamo notato una improvvisa e drastica riduzione della luminosità circostante. In un primo momento siamo rimasti sbigottiti e forse anche un po' impauriti, ma poi, rivolgendo lo sguardo al panorama davanti a noi, ci siamo resi conto di ciò che era accaduto: i centri urbani, che si vedevano in lontananza dalla nostra postazione, erano completamente al buio; si vedeva solo qualche luce isolata, che si sarebbe spenta non molto tempo dopo. Il firmamento offriva uno spettacolo mozzafiato: una meravigliosa Via Lattea solcava il cielo; le stelle visibili erano talmente tante che, ad un primo sguardo, sembrava difficile identificare le costellazioni; non avevamo mai visto così bene ad occhio nudo la Galassia di Andromeda, la Nebulosa di Orione e il Doppio Ammasso di Perseo. Purtroppo però, dopo mezz'ora circa, le nuvole hanno nuovamente coperto il cielo; abbiamo atteso invano, per parecchio tempo, il ritorno del sereno, per poi decidere di avviarci verso casa. Avevamo capito che eravamo nel bel mezzo di un black-out molto esteso, ma solo dopo, grazie all'autoradio, abbiamo saputo che la corrente elettrica mancava in tutto il territorio nazionale.


 
La splendida Gal...
La splendida Gal...

 
osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 11, anno 2004)

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