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Trent'anni di astronomia ad Ancona

articolo di Veltri Mario

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L’Associazione Marchigiana Astrofili in occasione del trentennale della sua costituzione ufficiale, avvenuta l’otto giugno 1972, ha voluto organizzare una manifestazione pubblica chiamando il prof. Giancarlo Favero dell’Università di Padova a tenere una relazione su "ricerca di sistemi solari e presenza di vita nell’Universo". Prendendo la parola per presentare l’oratore, il presidente onorario, socio fondatore dell’AMA, prof. Mario Veltri, ha detto:

"Il 1972 rappresenta per noi una data importante non solo per la formale costituzione dell’associazione, ma anche per i primi contatti con l’osservatorio astronomico di Catania, nella persona del prof. Godoli, con l’osservatorio di Brera, nella persona del prof. Zagar e con altri centri di ricerca e realtà associative esistenti in Italia. Acquisire una identità associativa, poter intrattenere rapporti e prendere decisioni non come singole persone ma a nome di una entità legalmente costituita e riconosciuta, conferisce una responsabilità nuova che spinge a ben operare per soddisfare le aspettative dei semplici cittadini e degli appassionati di astronomia. La nostra associazione nella prima fase della sua esistenza, oltre a soddisfare tali esigenze, diede il proprio contributo per una seria riflessione sulla organizzazione dell’Unione Astrofili Italiani, già costituita da alcuni anni a livello nazionale.

L’AMA, nelle persone del sottoscritto e di Paolo Senigalliesi, a cui ora è intitolato l’osservatorio, contribuì a dare un nuovo assetto all’UAI, che è quello ancora vigente, e ad avviare la pubblicazione della rivista ASTRONOMIA come periodico trimestrale. Nel 1975 uscirono i primi tre numeri a partire da aprile. La rivista aveva il formato 21x30 cm, come quello attuale e veniva stampata ad Ancona. Nel 1976 la nostra associazione organizzò il X congresso dell’UAI, che si tenne dal 16 al 19 settembre presso l’Istituto Nautico. Nel 1980, congiuntamente all’Università di Ancona, ebbe l’incarico di organizzare il XXIV congresso della Società Astronomica Italiana (SAIt) che si tenne presso l’allora sede della facoltà di ingegneria in via della Montagnola dal 16 al 19 ottobre.

Abbiamo citato prima l’osservatorio di Catania. Noi dobbiamo essere grati al prof. Godoli perché attraverso una delibera dell’Istituto di Astronomia dell’Università di Catania egli ci consentì di utilizzare la montatura di un vecchio telescopio Merz-Cavignato che noi poi abbiamo adattato alle nostre esigenze. Tra Ancona e Catania si venne a costituire una specie di gemellaggio. La montatura con moto orario è quella che adesso sostiene lo specchio da 30 cm della nostra stazione astronomica di Monte Pulito a Pietralacroce.

Ogni gruppo astrofili che si rispetti conta tra le sue file gli autocostruttori di ottiche e di meccanica. Nella nostra associazione questa componente è esistita fin dall’inizio e continua ad esistere ancora oggi. Il noto ing. Paolo Andrenelli, autore di un famosissimo manuale di autocostruzione, era di origine anconetana. Con lui abbiamo lavorato a lungo prima della sua improvvisa ed immatura scomparsa.

Come si può comprendere tra gli anni ’70 e gli anni ’80 Ancona divenne crogiolo di numerose iniziative maturate attraverso i rapporti che vennero stretti con l’UAI e con la SAIt. Numerosi astronomi e fisici vennero chiamati a tenere conferenze, sempre molto seguite dai cittadini. Erano gli anni in cui era ancora vivo lo sbarco dell’uomo sulla Luna, gli anni delle sonde spaziali per l’esplorazione del sistema solare (Pioneer, Vojager, Viking), dello sviluppo della planetologia, della ricerca di forme di vita, tutti aspetti che ancora oggi conservano il loro fascino e la loro attrazione.

La cosa interessante, che mi fa piacere constatare oggi, a trent’anni di distanza dalla fondazione, è l’immutata vivacità e l’immutato entusiasmo che anima la nuova generazione di iscritti, specialmente i giovani. Quelli come me, della vecchia generazione, alcuni dei quali ahimè non ci sono più, non possono che essere soddisfatti. Tutte le tradizionali attività impostate e portate avanti nei primi anni di vita dell’associazione sono state mantenute, arricchite e migliorate.

Dalla strumentazione, a cui viene posta particolare cura, alle serate estive di osservazione popolare, all’apertura dell’osservatorio il secondo e il quarto venerdì del mese ed in occasione di particolari eventi astronomici, ai cicli di conferenze, alle lezioni al planetario messo a disposizione dall’Istituto Nautico, alle visite all’osservatorio programmate per le scuole su appuntamento, tutto rientra negli attuali programmi dell’associazione.

Infine mi piace ricordare l’impegno che alcuni soci stanno dedicando alla pubblicazione di un giornalino di informazione astronomica che ha per titolo PULSAR ed è distribuito gratuitamente ai soci ed ai cittadini. La tiratura è di circa 400 copie. Siamo al terzo anno e speriamo di riuscire a mantenerlo in vita, arricchendolo di contenuti e migliorandolo nella veste editoriale. Tutto dipende dai soci e dai sostenitori. Mi piace ancora ricordare l’apertura di un sito web ove si possono trovare le notizie sull’attività dell’associazione e si possono leggere le pagine di Pulsar.

Possiamo essere soddisfatti di questi primi trent’anni di vita dell’AMA anche se in questi ultimi tempi si è badato di più a curare i rapporti con associazioni che sono sorte in sede locale (Jesi, Senigallia, Osimo, ecc) trascurando la dimensione associativa nazionale. I rapporti con l’Unione Astrofili Italiana e con i gruppi di lavoro che in essa operano sono da curare di più, specialmente da parte di quei soci che vogliono mantenere i contatti e rendersi parte attiva nella ricerca, come è nella tradizione del nostro osservatorio che nel passato ha partecipato a programmi di osservazione solare, planetaria e di occultazioni."


 
Foto di gruppo i...
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Astrofili di Anc...
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osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 7, anno 2002)

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