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Le conquiste nel campo dell’astronomia

articolo di Veltri Mario

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All’inizio di ogni anno, come di ogni secolo, si usa fare il consuntivo cercando di evidenziare le conquiste dell’uomo nei vari campi della conoscenza. Si parla di progresso e di conquiste nel campo della medicina, della biologia, delle comunicazioni, ecc. ma si parla poco o niente delle conquiste nel campo dell’astronomia. Si tratta di una trascuratezza da parte dei mezzi di comunicazione di massa oppure di mancanza di vere e proprie novità? (Marco Marini)

Innanzitutto tanto di cappello alle scoperte ed ai progressi davvero eccezionali fatti nella medicina e nella biologia. Speriamo che i risultati positivi proseguano nel nuovo secolo e malattie come AIDS e Cancro possano essere definitivamente sconfitte. Quanto all’astronomia i progressi e le scoperte dell’ultimo secolo non sono certamente da meno di quelli della medicina e della biologia. Basti pensare ai risultati raggiunti nella esplorazione dello spazio, resi possibili dai progressi raggiunti nel campo dell’astronautica negli ultimi cinquant’anni, per rendersi conto che il progresso delle scienze si fonda su due principi: scienza e tecnologia, e sulla positiva ricaduta delle conquiste da un ramo all’altro della conoscenza. Il fatto che l’uomo sia riuscito a staccarsi dal guscio di noce su cui è confinato da centinaia di migliaia di anni e a mettere piede sulla Luna, non è insignificante. Come non è insignificante l’aver inviato sonde nello spazio interplanetario ed aver ottenuto informazioni preziose sotto forma di immagini e dati, l’aver sistemato il telescopio Hubble in orbita attorno alla Terra ed aver allargato la conoscenza dell’universo di almeno dieci volte rispetto a quella posseduta prima. E non è certo insignificante l’aver collegato negli ultimi cinquant’anni del secolo trascorso la fisica delle particelle subatomiche con l’infinitamente grande, l’aver scoperto l’antimateria, e l’aver postulato l’esistenza di un universo di antimateria.

I progetti per il nuovo secolo, sia nell’esplorazione dello spazio interplanetario a noi più prossimo, sia per ciò che riguarda la utilizzazione di stazioni orbitanti nello spazio, sia infine per la conoscenza dell’universo nella sua globalità, sono altrettanto significativi e si basano sui risultati fino ad oggi ottenuti. La nuova stazione orbitante I.S.S. (International Space Station), la cui costruzione è stata iniziata nel 1998, sarà terminata nel 2005 con una serie di 45 missioni che porteranno nello spazio il materiale per realizzare una struttura lunga 120 m. e larga 74, che sarà parcheggiata a 400 Km di altezza e sarà visibile ad occhio nudo dalla Terra. Come si vede i programmi in questo campo sono ambiziosissimi. Per quanto riguarda i progressi e i risultati, i mezzi di comunicazione di massa e la divulgazione della ricerca astronomica, effettivamente occorre segnalare una certa trascuratezza; vengono fornite solo notizie che fanno sensazione, non fornendo dell’argomento la vera sostanza, cosa che si può ottenere solo su riviste specializzate.

Tra le tante trasmissioni televisive che si allacciano ai problemi riguardanti la materia e le scienze, l’unica che ogni tanto si occupa di astronomia è quella condotta da Piero Angela, le altre si occupano solo della Terra e dell’evoluzione degli esseri viventi. La verità è che gli astronomi si impegnano poco per fare divulgazione. A parte il prof. Zichichi e la prof.ssa Hack, sembra non esistano altri. Restano gli astrofili e le loro associazioni che fanno divulgazione a contatto con il grande pubblico. I mass media preferiscono occuparsi di astrologia e di oroscopi.


 
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osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 6, anno 2002)

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