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Il problema dell'inquinamento luminoso

articolo di Marcelloni Vittorio

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Negli ultimi mesi del 2001 alcuni nostri soci si sono impegnati a sostenere una proposta di legge regionale per il risparmio energetico e contro l’inquinamento luminoso, insieme ad altre associazioni astrofile e naturalistiche della nostra regione.

La necessità di una legge in materia deriva principalmente da due esigenze. In primo luogo si vogliono evitare sprechi di energia a causa di un uso poco appropriato dell’illuminazione pubblica. In secondo luogo, si vogliono migliorare le condizioni di osservazione della volta celeste. Secondo studi effetuati dall’International Dark Sky Associazion di Tucson (U.S.A.) oltre il 30% dell’illuminazione pubblica di ogni paese sviluppato è disperso verso l’alto. Questo comporta un inevitabile sperpero di denaro pubblico, a danno del cielo stellato, classificato dall’UNESCO, patrimonio dell’umanità da salvaguardare. La risoluzione di tale problema è tecnicamente possibile: infatti sei regioni italiane hanno adottato provvedimenti in materia, e la legge più efficace è risultata quella della regione Lombardia. Per limitare la dispersione di luce verso l’alto e il conseguente inutile dispendio di denaro, si potrebbero dotare i lampioni stradali di schermature, in modo da indirizzare la luce verso il basso; si potrebbero sostituire le attuali lampade ad incandescenza e ai vapori di mercurio con quelle al sodio a bassa pressione, sicuramente più efficienti e meno inquinanti. Un’organizzazione più razionale dell’illuminazione pubblica rappresenta anche una riduzione dell’anidride carbonica, il gas ritenuto responsabile dell’effetto serra, che sta diventando sempre più un grave pericolo per il nostro pianeta.

Il problema dell’inquinamento luminoso è da noi abbastanza sentito: il nostro osservatorio di Pietralacroce infatti è sempre più invaso dalle luci della città, che disturbano notevolmente le osservazioni, soprattutto di oggetti deboli, come galassie, nebulose, ammassi. E’ questo il motivo principale per cui abbiamo ormai da tempo l’idea di realizzare un nuovo osservatorio nei pressi Monte Conero, in un sito meno disturbato dalle luci artificiali. Della proposta di legge marchigiana, discussa dalla III Commissione consiliare regionale, alla presenza dei rappresentanti dei vari gruppi astrofili della Regione, è promotore il dr. Marco Moruzzi, consigliere regionale, che ha presentato l’iniziativa anche in un convegno sull’argomento organizzato dall’Università di Ancona in collaborazione con l’Associazione Italiana di Illuminazione (A.I.D.I.). L’approvazione di tali provvedimenti è sostenuta da esponenti di quasi tutti i partiti, quindi siamo fiduciosi in un esito positivo.


 
Un esempio delle...
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osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 5, anno 2002)

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