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Le frontiere dell'Astronomia

articolo di Veltri Mario

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Possiamo dire che le frontiere dell'Astronomia oggi sono essenzialmente tre. La prima riguarda lo sbarco sul pianeta Marte e la sua colonizzazione. La seconda consiste nella ricerca di pianeti come la Terra ruotanti attorno a stelle della nostra galassia simili al Sole, nella prospettiva di individuare altre possibili forme di vita. La terza mira a svelare il segreto dell'origine dell'Universo (Big Bang). Le prime due hanno in comune la ricerca di corpi celesti che possano ospitare qualche forma di vita, la terza è la più ambiziosa e richiede tempi lunghi e tecnologie molto costose come gli acceleratori di particelle (CERN di Ginevra).

Lo sbarco su Marte

Si prevede che questo evento possa realizzarsi entro i prossimi cinquant'anni. I progetti sono essenzialmente due. Il primo vede impegnata la NASA (ente spaziale americano) e fissa lo sbarco entro il 2050. Il secondo proposto da un ente privato no-profit (Mars Society) accorcia i tempi e prevede lo sbarco e la colonizzazione senza ritorno per il 2023. Entrambi i progetti richiedono ricerche preventive molto approfondite sul suolo e l'atmosfera del pianeta.

Sono di fondamentale importanza i dati rilevati dalle sonde come il robot Mars Science Laboratory (Curiosity) che sta esplorando il suolo di Marte dall'agosto 2012 con una velocità di 30 metri all'ora. Purtroppo l'aspettativa degli scienziati di un segnale positivo sulla presenza di metano è andata fino ad ora delusa. Ciò rappresenta un duro colpo per quanti si aspettavano di trovare segni di vita sul pianeta rosso.

A caccia di esopianeti

La ricerca di pianeti gemelli della nostra Terra ha subito un rallentamento a causa di un guasto non riparabile al sistema di puntamento del telescopio Kepler messo in orbita dalla NASA attorno al sole nel marzo 2009. La missione di Kepler prevedeva l'esplorazione di 150 mila stelle della nostra galassia. Ne ha visitato circa 3500, poi, pur continuando a funzionare, il telescopio ha cominciato ad inviare dati a caso non seguendo il programma stabilito. Del triste evento ne ha dato notizia la NASA il 15 agosto 2013. La caccia agli esopianeti però continua, anche se i tempi si allungano.

La creazione della materia

Il mistero del Big Bang, avvenuto circa 14 miliardi di anni fa, è il mistero di tutti i tempi. Svelarlo ci aiuterà a capire l'origine e il destino dell'Universo. Il Laboratorio del CERN di Ginevra cerca di riprodurre le condizioni di quelle prime frazioni di secondo dopo il Big Bang, allorquando dall'energia pura si è creata la materia, costituita da particelle elementari, subatomiche, cioè prive di struttura interna. I risultati al riguardo sono promettenti. Arriveremo a svelare tutti i misteri del nostro Universo?


 
Il rover Curiosi...
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Rappresentazione...
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Particolare dell...
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osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 40, anno 2014)

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