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Uno sguardo ai movimenti della Terra

articolo di Battistelli Francesco

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Nei pressi del nostro Osservatorio astronomico "Paolo Senigalliesi" di Pietralacroce è presente dal 2011 una stazione GPS permanente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, appartenente alla rete nazionale di monitoraggio geodetica RING.

La Geodesia è quella branca delle scienze della Terra che si occupa di misurare la forma e le dimensioni del nostro pianeta, studiandone il campo gravitazionale e i movimenti geodinamici della crosta. Un tempo le tecniche di misurazione erano esclusivamente "terrestri" (triangolazioni, trilaterazioni e livellazioni) e venivano registrati movimenti dell'ordine di anni e mesi, ora con l'utilizzo di tecniche spaziali satellitari (VLBI, SLR, GPS) che utilizzano radiosegnali o laser per determinare le coordinate precise di un punto della superficie, è possibile misurare movimenti giornalieri.

Il GPS (Global Positioning System) è un sistema di posizionamento e navigazione satellitare civile che utilizza una trentina di satelliti posti a 20.000 km di altezza. L'utilizzo di questo sistema per le misure geodetiche ha il vantaggio di essere indipendente dalle condizioni atmosferiche, non richiede che i punti da rilevare debbano essere visibili, ha elevata accuratezza e necessita di poca manutenzione.

La rete geodetica RING (Rete Integrata Nazionale GPS) dell'INGV è stata costituita nel 2004 ed è composta da centinaia di stazioni GPS in grado di misurare con campionamenti frequenti la loro posizione spaziale nel tempo. La maggior parte delle stazioni GPS sono, come quella installata ad Ancona, permanenti e ben ancorate al terreno, trasmettono con continuità i dati via satellite e tramite Internet a software che estraggono le informazioni utili registrate in basi di dati e messe a disposizione nel Sistema Informativo Territoriale della RING, con la creazione di specifiche mappe tematiche, la produzione di file e di dati pubblicati sul web.

Le reti permanenti GPS sono importanti perché permettono di misurare con campionamenti frequenti l'entità delle deformazioni della crosta terrestre. Ci permettono di capire come funziona a livello locale l'accumulo e il rilascio di energia e di deformazione elastica sulle faglie attive, misurando con precisione i movimenti tettonici continui e misurando in diretta gli spostamenti dovuti ai fenomeni sismici un contributo fondamentale che la geodesia può dare alla sismologia.

L'analisi dei dati trasmessi dalle stazioni GPS è utile per definire il cosiddetto campo di velocità: la misura delle velocità dei singoli siti rispetto al sistema di riferimento stabile della placca euroasiatica permette di valutare le deformazioni delle aree regionali. Nella cartina si vede che le zone con le maggiori deformazioni attraversano tutta la catena appenninica, con valori di velocità di circa 2-3 mm/anno. Sul versante adriatico appare una rotazione in senso antiorario di un blocco che ha il suo perno nella pianura padana e sul versante tirrenico si misurano rotazioni in senso orario. La continua acquisizione di questi dati può essere utile per conoscere meglio in dettaglio le singole deformazioni e per capire come si sta accumulando la deformazione nei vari punti in cui il rilascio di tensione accumulata può generare fenomeni sismici.

Grazie alla rete permanente GPS alla quale appartiene la stazione di Pietralacroce si potranno aumentare le conoscenze di tettonica e sismologia e si potrà capire meglio quello che accade in modo impercettibile sotto i nostri piedi, perché i terremoti non sono un capriccio divino ma il segno di un pianeta vivo E' indispensabile in un paese a rischio sismico come l'Italia imparare a conviverci, perché solo l'aumento della conoscenza e il saper prendere le proprie responsabilità ad ogni livello può garantire la giusta prevenzione, per evitare tragedie troppe volte annunciate.


 
La stazione GPS ...
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Campo di velocit...
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osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 39, anno 2013)

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