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Un anconetano del Seicento e le comete

articolo di Morroni Massimo

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Nel 1666 uscì ad Ancona un volume in latino, nel quale un uomo di legge, Carlo Moscheni, parlava di una cometa apparsa nei due anni precedenti. Il Moscheni fu "uomo di molta erudizione, versatissimo in parecchie discipline" (C. Feroso, Ancona semper optimorum ingeniorum domi forisque praestantium foecunda genitrix, Ancona, 1883, pag. 66), che sono diritto, storia, astronomia ecc. Pubblicò inoltre Tacito historiato overo aforismi politici con un confronto d'historie moderne (Venezia, 1662), Dione perseguitato (Venezia, 1664), Lettere missive e responsive delle bestie (1672) e Pro translatione Hierosolymis Anconam corporis S. Cyriaci confutatio novorum opinionum (Ancona, 1676).

Il titolo dello scritto che ci interessa è Trutina cometae anni MDCLXIV et MDCLXV. Il termine trutina significa "bilancia", da intendere in senso figurato come "valutazione". A questo proposito, basta ricordare la Libra astronomica e filosofica pubblicata da Orazio Grassi nel 1619, alla quale Galileo replicò quattro anni dopo con Il Saggiatore nel quale con bilancia squisita e giusta si ponderano le cose contenute nella Libra ecc.

In 13 capitoli, il Moscheni espone tutto quanto si sapeva, o si riteneva di sapere, riguardo alle comete, passando in rassegna le principali opinioni, dall'antichità ai suoi tempi. A titolo di curiosità, un professore di filosofia e medicina nelle università di Pisa, Bologna e Padova, Fortunio Liceti, scriveva ai tempi del Moscheni che i re risentono maggiormente degli influssi nefasti delle comete in quanto, mangiando molta cacciagione, traggono da essa l'infezione che gli uccelli assorbirebbero nell'aria infettata dal passaggio delle comete.

Il capitolo IX della Trutina è intitolato significativamente: "An Cometa visus de mense Aprilis anni 1665 fuerit novissimus et diversus a viso de Mense Decembris 1664". In esso il Moscheni presenta le opinioni riguardo alla questione se le comete viste nel 1664 e nel 1665 furono due o la stessa. Conclude che la cometa apparsa nel dicembre 1664 fu la stessa che si rivide poi nell'aprile dell'anno seguente, cambiata nell'aspetto dalla mutata posizione rispetto al Sole: "Ergo haud dici potest Cometam novissimum fuisse, sed affirmandum est, illummet a nobis mense Decembris visum", postillando, alla maniera scolastica, "non enirn sine causa sunt entia multiplicanda". E "absolute nec novissimum, nec diversum fulsisse, sed tantum ratione relationis ad illius visionem apparentem", come capita alla Luna la quale "post coitum cum Sole, dum corniculata extat" viene chiamata "nova", non certo perchè sia "de novo genita".

La ragione dell'abbaglio preso dal Moscheni appare chiara se si dà uno sguardo alla cartina che mostra le posizioni della Terra e delle due comete, segnate sulle rispettive orbite il 1° ed il 15 di ogni mese, dal 15/12/1664 al 1/5/1665. E' evidente che mentre la cometa del 1664 era in allontanamento dalla Terra, si aveva il contemporaneo avvicinamento della cometa del 1665, la quale, vista dal nostro pianeta, si venne a trovare nella stessa zona di cielo dell'altra, ormai troppo lontana per essere ancora visibile. Ciò d'altronde è dimostrato dalle parole dello stesso Moscheni, quando annota le coordinate dell'astro osservato il giorno 8 aprile 1665 in Pegaso (16,8° Piscium - si tratta del segno zodiacale -, 26,30° latitudine Boreali). Essi si riferiscono alla posizione della cometa del 1665 che stava transitando a 0,58 U.A. dalla Terra, stringendo la sua elongazione ("factus Sole vicinior, amplius visus non est"), e non alla cometa del 1664 giunta ormai a 3,1 U.A. da noi (con A.R.= 31,11° e D.= 23,41°).

Nell'Introduzione della Trutina, il Moscheni contava sulla liberalità (ingenuitas) dei suoi lettori, ma, a calcoli fatti, l'approfondimento non gli ha dato ragione. Riguardo poi alla 'sublunarità' della cometa, Tycho ne aveva fornito una sicura smentita circa 100 anni prima. Noi del XX secolo possiamo consolarci con le parole finali della Trutina: la cometa è "infausta auguratio Malis, fausta vero Bonis" (buona per i buoni, cattiva per i cattivi)!!


 
 
 

 
 

 
osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 39, anno 2013)

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