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L'astronauta Paolo Nespoli a Ostra

articolo di Medoro Diletta

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Paolo Nespoli, astronauta italiano dell'Agenzia Spaziale Europea, inviato nel 2011 sulla Stazione Spaziale Internazionale, è stato ospite ad Ostra, in una conferenza da lui stesso tenuta, in cui ha presentato il suo libro dal titolo "Dall'alto i problemi sembrano più piccoli".

Introdotto dalla lettura di alcune pagine del libro, in cui racconta come da ufficiale dell'esercito abbia deciso di realizzare il suo sogno di diventare astronauta, è salito sul palco quasi commosso ed ha rapito la platea per oltre due ore, raccontando attraverso aneddoti e curiosità la vita degli astronauti sulla stazione spaziale.

Attraverso una lunga serie di foto scattate a bordo della ISS, ha spiegato cosa significa vivere in assenza di gravità (o meglio in condizioni di microgravità), le difficoltà che si incontrano una volta arrivati lassù, quando bisogna fare i conti con uno spazio in 3 dimensioni, in cui tutte le pareti sono utilizzate e vissute, in cui è necessario un periodo di "rodaggio" prima che si impari a coordinare il proprio corpo e si completi l'adattamento fisiologico. Dove se ti cade un oggetto e tu sei naturalmente portato a guardare verso i tuoi piedi, ti accorgi che invece non c'è! E ti tocca cercarlo ovunque, con il rischio di ritrovarlo anche dopo giorni! Oppure si dorme non più sdraiati su un comodo materasso, con la testa poggiata sul cuscino, ma fluttuando all'interno del Crew Quarter, cioè la mini cuccetta personale, magari a testa in giù! Ma soprattutto, ha spiegato le ragioni per cui esiste e si lavora sulla ISS ed il ruolo fondamentale che svolge nel progresso e nella ricerca, costituendo un laboratorio scientifico unico, per via della microgravità, in cui gli astronauti effettuano quotidianamente a ritmo serrato decine di esperimenti, anche sul proprio organismo. Studiare l'adattamento del corpo umano alla microgravità serve, ad esempio, a capire meglio i meccanismi biologici e fisici alla base del funzionamento del nostro corpo. Conoscenze che ci serviranno per andare su Marte, ma anche per scoprire farmaci che ad esempio blocchino l'osteoporosi, che in queste condizioni è estremamente accelerata. Si sperimentano inoltre vaccini, neocristalli, nuove leghe, oltre a studiare geofisica e antimateria.

Coinvolgendo anche il pubblico, ha mostrato poi una carrellata di immagini della Terra vista da lassù, che da sole raccontavano l'emozione di un uomo e di noi tutti di fronte allo spettacolo straordinario del nostro pianeta visto dallo Spazio, e ne trasmettevano allo stesso tempo la fragilità. Scrive Nespoli nel suo libro: "Guardando questo pianeta blu stagliarsi contro il cielo spaziale, a me è sembrato di vedere un vascello brillante in navigazione in un oceano buio. Una nave gigante, unica, viva come non ce ne sono altre a perdita d'occhio nel cielo. Una nave bellissima e ricca, ma anche fragile e delicata". Una nave che deve essere in equilibrio, il quale deve fondarsi su un ecosistema in cui le risorse sono gestite attentamente, rigenerate e riutilizzate. Una nave che è "incapsulata" nel guscio trasparente dell'atmosfera, che da lassù appare quanto mai sottile e leggera, che un nonnulla può essere sufficiente a destabilizzare o distruggere". "Se tutti potessero andare nello Spazio e guardare la nostra Terra da lassù - prosegue- sono convinto che ci impegneremmo più consapevolmente nella cura del nostro pianeta, adottando comportamenti maggiormente responsabili a livello ambientale, monitorando con attenzione i cambiamenti di cui siamo causa e controllando meglio l'evoluzione dei fiumi, dei laghi, dei vulcani, degli oceani.della Natura tutta".

Lo Spazio ci dà la possibilità di osservare la Terra e misurarne evoluzione e cambiamenti, fornendo importanti strumenti per capire meglio cosa abbiamo fatto e cosa non dovremmo fare, offrendo una prospettiva privilegiata dalla quale percepire i cambiamenti in modo globale, traendone preziose indicazioni ed altrettanto preziosi consigli.

Colpisce inevitabilmente la foto scattata all'Italia di notte, un immane spreco di energia elettrica, acquistata a caro prezzo dai vicini, utilizzata non per illuminare semplicemente le strade ma anche un pezzettino di Universo…problema dell'inquinamento luminoso che gli astrofili conoscono bene e che ancora una volta evidenzia il ritardo di una nazione che stenta a stare al passo con la civiltà.


 
 
 

L’Europa vista d...
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Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 38, anno 2013)

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