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Visita sociale all'INGV di Roma

articolo di Battistelli Francesco

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In una calda giornata di giugno un nutrito gruppo di soci dell'A.M.A. ha raggiunto Roma in pullman per visitare l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Anche se terremoti e vulcani sembrano argomenti lontani dagli interessi di un astrofilo, la scelta non è stata casuale per vari motivi. Innanzitutto gli argomenti trattati sono interessanti sia per la vita di tutti i giorni, visto che l'Italia è un paese a rischio sismico, ma anche dal punto di vista astronomico; inoltre l'I.N.G.V. ha installato nei pressi del nostro osservatorio di Pietralacroce una stazione GPS della rete geodetica italiana, e la visita era un'occasione per portare avanti questa reciproca collaborazione.

Nella sala dedicata ai visitatori siamo stati accolti da Domenico Di Mauro, che ci ha parlato di sismologia, dato che il compito primario dell'INGV è il monitoraggio continuo dei terremoti. Dove e quando ci sarà un terremoto non si può prevedere con precisione; le scosse sismiche vengono generate lungo i margini delle placche tettoniche dal rilascio improvviso di energia dovuto allo scarico della tensione accumulata nel continuo movimento delle placche stesse, e l'Italia si trova al confine tra la placca euroasiatica e la placca africana. Lo studio dei diversi tipi di onde sismiche, oltre a permettere di localizzare con precisione l'epicentro dei terremoti, permette di conoscere meglio la struttura interna del nostro pianeta.

Dopo pranzo Antonio Avallone ci ha parlato di geodesia, che si occupa della misura della forma della Terra, delle sue deformazioni e dei suoi movimenti. Le tecniche utilizzate un tempo erano prettamente "terrestri" (triangolazione, trilaterazione e livellazione), ma ora grazie ai satelliti sono diventate "spaziali" (interferometria radio, laser e GPS). Della rete GPS fa parte la stazione di Ancona a Pietralacroce, che permette di misurare con grande precisione la sua posizione, fornendo insieme alle altre stazioni della rete preziose informazioni su come la terra sotto i nostri piedi si stia impercettibilmente muovendo.

La parte relativa al geomagnetismo si è potuta avvalere di un'interessante mostra permanente proveniente dal festival della scienza, e gli esperimenti spiegati da Aldo Winkler hanno illustrato a grandi e piccoli che la Terra può essere considerata come una grande calamita. L'effetto che genera il campo magnetico terrestre, indispensabile per proteggerci dai flussi di particelle e di energia provenienti dallo spazio, è dovuto alle correnti magnetiche indotte dai movimenti del magma nel mantello.

L'ultimo argomento trattato da Luca Spogli è stato lo studio della ionosfera, lo strato posto 50 km sopra di noi e formato da gas e ioni, mantenuti tali dalla radiazione solare. Lo studio dell'attività solare, che fino all'avvento di satelliti dedicati si giovava delle indispensabili osservazioni degli astrofili, ha grande importanza sia per le conseguenze sulla ionosfera e sull'atmosfera (tanto da generare la branca detta "meteorologia spaziale") che per la prevenzione di tempeste magnetiche come quella del 1859, che mise fuori uso tutti i telegrafi e provocò aurore boreali visibili alle nostre latitudini: un'eventualità che potrebbe essere pericolosa per la nostra civiltà fondata sulla comunicazione e sullo scambio di informazioni con l'uso massiccio dei satelliti!

Non poteva mancare una visita finale alla sala sismica, dove vengono concentrate le informazioni provenienti dai sismografi di tutta la nazione, e da dove nelle peggiori eventualità viene allertata la Protezione Civile per organizzare pronti soccorsi alla popolazione, come è avvenuto in Abruzzo e in Emilia Romagna. Un servizio utile ai cittadini, ma altrettanto utile è fornire a tutti la consapevolezza che il pianeta sul quale abitiamo è un pianeta vivo, da trattare con cura e rispetto, senza dimenticare le nostre responsabilità e la necessaria prevenzione. Per questo l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia svolge un'intensa attività divulgativa e didattica, per trasmettere ai visitatori e in particolare agli studenti "cittadini del domani" conoscenze scientifiche, entusiasmo ed amore per la ricerca, la scienza e la natura.


 
Il gruppo dell’A...
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I micromovimenti...
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I sismografi nel...
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osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 37, anno 2012)

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