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Estinzione dei dinosauri, ipotesi alternative

articolo di Stroppa Pierluigi

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Oltre alla ben nota ipotesi del meteorite killer (il meteorite che, dopo aver attraversato l'atmosfera terrestre, cadde sul nostro pianeta per metà sulla penisola dello Yucatan e per metà nel mare del futuro Golfo del Messico) di circa 65 milioni di anni fa, numerose sono le teorie che si sono sviluppate per spiegare le estinzioni di massa. Eccone alcune:

  • L'esplosione di una supernova.

  • La caduta di una cometa.

  • Una prolungata eruzione vulcanica, le cui testimonianze si rinvengono in India.

  • Un cambiamento climatico, legato al movimento di "deriva" dei continenti verso nord.

  • La diffusione delle angiosperme.

Esaminiamo ciascun caso.

L'esplosione della supernova
Le supernovae sono stelle che muoiono esplodendo. In questa esplosione il ferro (Fe) in esse contenuto si trasforma in Iridio (Ir).
Dai calcoli effettuati, per produrre l'estinzione di massa che ha causato l'inizio dell'era terziaria, la supernova killer avrebbe dovuto esplodere a un mese-luce di distanza dalla Terra, quindi molto vicino al sistema solare (attualmente la stella più vicina al sistema solare è la Proxima Centauri, posizionata a circa 4,2 anni-luce dal Sole). Ma ciò sembra non essere plausibile per due motivi:
1) circa 65 milioni di anni fa il sistema solare sembra stesse "transitando" in prossimità di un braccio della spirale della nostra galassia, una zona ricca di stelle vecchie, ossia prossime alla morte;
2) nell'esplosione di questa tipologia di stelle compare l'isotopo Pu244 che ha un tempo di decadimento di 80 milioni di anni, ma di questo isotopo non sono state rilevate tracce nel livello K-T!
L'ipotesi della supernova fu probabilmente suggerita dalla famosa Crab Nebula (fig 1), il resto di una supernova che i cinesi videro esplodere nel 1054. La Crab Nebula oggi è visibile nella costellazione del Toro. I competenti astrofili dell'associazione "Crab Nebula" ne sono stati talmente ispirati da prenderne in prestito il nome.

La cometa
La teoria è del giapponese Hsu, il quale pensa che la cometa, caduta in mare, possa aver causato l'estinzione per due motivi:
1) le comete contengono acido cianidrico (HCN) che nel mare forma cianuri; questi poi si trasformano in nitrati (NO3-); i nitrati avrebbero successivamente danneggiato il plancton rendendo difficile agli organismi la sintesi di carbonato di calcio, necessario per la costruzione dei gusci. A tal proposito è interessante sottolineare che i fossili dei foraminiferi (microrganismi planctonici) osservati poco dopo la deposizione del livello K-T (Globigerina sp) hanno effettivamente il guscio più sottile di quelli precedenti alla sedimentazione di tale livello, cioè dei foraminiferi appartenenti al genere Globotruncana;
2) non è raro l'impatto di una cometa con la Terra. Infatti, nel 1908, forse fu un piccolo nucleo di cometa a radere al suolo una foresta siberiana (fig 2): l'evento catastrofico ebbe luogo a Tunguska, abbattendo 60 milioni di alberi su 2150 chilometri quadrati, causando la morte della fauna che si trovava in un raggio di 1000 km2 dal punto d'impatto!

L'eruzione vulcanica
Si tratta di una teoria suggerita dalla presenza dei "trappi del Deccan", regione della penisola indiana (Figg 3 e 4). I traps (in blu nella fig 3) sono quel che resta di gigantesche colate di magma basaltico che si sono verificate da 75 a 65 milioni di anni fa circa. La polvere che si sarebbe creata durante tale fenomenologia avrebbe potuto oscurare il cielo per molti anni, determinando un generale raffreddamento del pianeta che avrebbe portato a una sensibile riduzione dei pascoli e boschi. In seguito la cappa di gas e ceneri avrebbe causato un effetto serra, innalzando le temperature.

La "deriva" dei continenti verso nord
Alla fine dell'era secondaria le masse continentali erano in rapido spostamento, generalmente verso nord. Ciò potrebbe aver cambiato sensibilmente le condizioni climatiche e sicuramente influenzato l'andamento delle correnti marine.
Inoltre sembra che le basse temperature di incubazione delle uova, possano aver portato i dinosauri alla generazione di maggior prole maschile su quella femminile. Ciò avviene per le tartarughe e i coccodrilli. Perché allora non si sono estinti anche questi ultimi? Perché essi frequentavano ambienti particolari, metà acquatici e metà terrestri, che avrebbero mitigato l'influsso negativo del clima e garantito ad alcune specie più tempo per adattarsi.

La comparsa delle angiosperme
Le piante con i fiori (angiosperme) nel periodo Cretacico stavano diffondendosi rapidamente, sostituendo quelle senza fiori (gimnosperme), le preferite dei grandi rettili erbivori


 
Fig 1: Crab Nebu...
Fig 1: Crab Nebu...

Fig 2: Foto (192...
Fig 2: Foto (192...

Fig 3
Fig 3

Fig 4: trappi de...
Fig 4: trappi de...

 
osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 36, anno 2012)

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