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Venere e l'ultimo transito del secolo

articolo di Marini Alessandro

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L'otto giugno del 2004 abbiamo potuto assistere al transito di Venere sul Sole, ammirando l'evento nella sua interezza. Il prossimo 6 giugno il fenomeno si ripeterà, ma non nelle condizioni ottimali di dodici anni fa. Se infatti nel 2004 fu possibile osservare il transito dall'inizio alla fine, quest'anno solo le fasi finali saranno alla portata delle nostre latitudini. È comunque opportuno ricordare che cosa accadrà e perché, anche in vista del probabile risalto che i mass media daranno al fenomeno.

Mercurio e Venere sono pianeti aventi un'orbita attorno al Sole interna a quella della Terra. Perciò capita che essi vengano a frapporsi tra la Terra e il Sole, cosa che non potrà mai avvenire per i pianeti Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno, le cui orbite sono esterne a quella terrestre.
In tali situazioni, a noi osservatori terrestri il pianeta interno appare come un dischetto nero che, nel giro di qualche ora, attraversa il disco solare. Affinché questo fenomeno si verifichi, il pianeta, oltre ad essere alla congiunzione inferiore (cioè tra la Terra e il Sole), deve trovarsi in prossimità della cosiddetta linea dei nodi, la linea di intersezione tra il piano orbitale della Terra e quello del pianeta: le orbite dei pianeti interni e quella terrestre non sono infatti esattamente complanari.

Per Mercurio il passaggio davanti al Sole è abbastanza frequente, in media 13 volte ogni secolo, sempre nei mesi di maggio e novembre. L'ultimo transito visibile dall'Italia è stato il 7 maggio 2003 e il prossimo sarà il 9 maggio 2016.
Nel caso di Venere il fenomeno è più raro. All'interno di un ciclo di 243 anni, il transito si ripete ogni 121 anni e mezzo, 8 anni, 105 anni e mezzo, 8 anni. Nel 2004 Venere si ripresentava davanti al Sole dopo un'attesa di 121 anni e mezzo (la volta precedente era il 1882) e, trascorsi otto anni, ripete il suo passaggio nel 2012, dopo del quale bisognerà attendere 105 anni e mezzo, cioè il 2117. Il transito di Venere avviene sempre in maggio e in dicembre e in passato è stato utilizzato per la misura della distanza Terra-Sole, oltre che per lo studio delle caratteristiche orbitali e dell'atmosfera del pianeta.

Come già anticipato, quest'anno la fascia di visibilità interesserà solo marginalmente l'Italia. Infatti il Sole sorgerà a transito già iniziato, ad Ancona alle ore 05:26 legali. Dalle nostre latitudini potremo vedere bene l'istante in cui Venere inizierà a uscire dal disco solare (il cosiddetto terzo contatto, alle ore 06:37 legali) e l'istante finale in cui uscirà completamente (quarto contatto, alle ore 06:55 legali). Il fenomeno sarà invece visibile per tutta la sua durata nelle aree centrali e meridionali dell'Oceano Pacifico. In tutta Italia si organizzeranno iniziative per l'osservazione e la ripresa dell'evento.

Anche ad occhio nudo, senza l'ausilio di binocoli o telescopi, si potrà tentare di scorgere questo puntino nero che attraverserà il Sole. Non bisogna dimenticare che si dovrà comunque puntare lo sguardo verso il Sole e sarà perciò fondamentale munirsi di idonee protezioni per la vista, sia che si osservi ad occhio nudo sia che si usino strumenti: sono consigliabili vetri da saldatore di gradazione 14 o filtri solari appositi, mentre sono da evitare i semplici occhiali da sole o metodi fai da te come vetri anneriti o lastre fotografiche.


 
Simulazione del ...
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L’allineamento S...
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osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 36, anno 2012)

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