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Chi ha ucciso i dinosauri?

articolo di Stroppa Pierluigi

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Numerose sono le teorie per spiegare l'estinzione dei dinosauri:

  • l'esplosione di una supernova;
  • la caduta di un asteroide;
  • la caduta di una cometa;
  • una prolungata eruzione vulcanica;
  • una crisi ecologica, legata al generale movimento di "deriva" dei continenti verso nord, che portò alla diminuzione delle temperature;
  • la diffusione delle angiosperme (piante con i fiori).

In questo articolo esamineremo solo la seconda ipotesi, ossia quella della caduta di un meteorite.

Nel 1980, dopo alcuni studi sull'inversione del campo magnetico terrestre, un gruppo di ricercatori guidati da Walter Alvarez notò che i microfossili dei foraminiferi (predatori unicellulari che fluttuano negli oceani) presenti in due strati diversi di Scaglia Rossa erano alquanto diversi.

I due strati esaminati corrispondono al Limite KT, ossia al passaggio tra il periodo del Cretaceo (fine dell'Era Mesozoica o secondaria) e la base del Terziario (inizio dell'Era Cenozoica), dove la lettera K simboleggia il periodo Cretaceo (dal tedesco Kreidezeit) e la T indica l'era Terziaria o cenozoica (vedi figura 1). Mentre i microfossili dei foraminiferi dello strato del Cretaceo erano abbondanti e grandi come granelli di sabbia, i microfossili dei foraminiferi dello strato del Terziario erano invece piccolissimi. Curiosamente i ricercatori notarono che l'estinzione dei microfossili cretacei marini nei calcari di Gubbio era all'incirca contemporanea alla famosa estinzione dei dinosauri.

Alvarez osservò, tra i due strati in esame, la presenza di uno strato di argilla rossa (vedi figura 2) spesso circa un centimetro e privo di fossili. In esso evidenziò, attraverso particolari analisi chimiche, un contenuto anomalo di Iridio; l'Iridio è un elemento chimico molto raro sulla superficie terrestre mentre è presente negli asteroidi. La scoperta di quest'anomalia dell'Iridio nell'affioramento di Gubbio e anche in Danimarca evidenziò che era una caratteristica globale e non locale. La tesi che fosse stato un asteroide a decretare la fine dei dinosauri divenne sempre più valida.

Da quel momento furono raccolte altre prove di cui la più significativa è il ritrovamento del cratere d'impatto (cratere detto Chicxulub), o meglio quello che ne rimane (Fig. 3), metà sotto la terraferma e metà sotto il mare (golfo del Messico). È infatti del 1991 la pubblicazione di uno studio su rilevamenti gravimetrici condotti nello Yucatan che ha messo in risalto un'enorme struttura circolare, del diametro di circa 200 km, nascosta sotto la superficie e con centro a Puerto Chicxulub, sulla costa settentrionale, vicino a Merida. Quel cratere fu provocato dalla caduta di un meteorite che doveva avere un diametro di almeno 10 km. L'enorme quantità di polvere che sollevò andò ad oscurare i cieli della terra per almeno 3 mesi…. la fotosintesi s'interruppe, la temperatura diminuì drasticamente..la catena alimentare subì gravi danni… i grandi erbivori, come i dinosauri, ne risentirono per primi!

A conferma di quell'impatto nei dintorni del cratere di Chicxulub furono trovate numerose tectiti (piccole sfere cristalline) contenenti grandi quantità di iridio. Inoltre, in superficie, sulla terraferma, i cenotes (cavità carsiche) sono disposti in circolo. Più recentemente sono state trovate tracce di Tsunami di quel periodo provocati dal sollevamento di onde gigantesche; testimonianze di tali eventi sono state osservate a sud di Haiti e in altri siti ancora, in rocce di 65 milioni di anni.
La polvere generata dall'impatto, dopo essersi sollevata ed entrata in orbita intorno al nostro pianeta, si depositò su tutta la superficie del globo e si è conservata fino ai nostri giorni nello strato argilloso rossastro che si stava deponendo nei mari.

Ma andiamo a vedere l'entità della catastrofe di 65 milioni di anni fa:

  • l'estinzione degli organismi marini riguardò i foraminiferi planctonici (83%), gli ostracodi (50%), le spugne (69%), i coralli (65%), i ricci di mare (54%), i rettili marini (93%) e soprattutto si registrò l'estinzione totale degli ammoniti, i fossili più famosi dell'Appennino;
  • per gli organismi continentali si registrò solo il 10% dell'estinzione delle piante superiori, il 5% dei dinoflagellati; per i rettili terrestri ci fu una diminuzione del 56%, ma gli pterosauri scomparvero totalmente!

Sopravvissero piccole lucertole, i serpenti, i coccodrilli, le tartarughe, le rane, le salamandre e i mammiferi. Questi ultimi addirittura aumentarono del 120%! In generale gli organismi che pesavano più di 25 kg scomparvero: forse questa è la chiave della salvezza dei mammiferi di piccole dimensioni!


 
Figura 1
Figura 1

Figura 2: la fre...
Figura 2: la fre...

Figura 3
Figura 3

Figura 4
Figura 4

 
osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 35, anno 2012)

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