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Salviamo la casa dell'umanità dalla catastrofe mondiale

articolo di Veltri Mario

La conferenza mondiale sul clima, tenutasi a Durban (Sudafrica) dal 28 novembre al 13 dicembre, pur essendo durata due giorni in più del previsto, non ha prodotto risultati concretamente apprezzabili, soprattutto non è riuscita ad imboccare la strada giusta per salvare il nostro pianeta dalla catastrofe ambientale, che gli scienziati hanno ampiamente previsto.

Uno dei problemi più discussi è stato il Protocollo di Kyoto (in scadenza e da prorogare) sulla riduzione dei gas serra (CO2) immessi nell'atmosfera. Così come è formulato vincola solo i paesi industrializzati, lasciando a mani libere quelli emergenti e in via di sviluppo. Dei 194 paesi partecipanti, alcuni hanno espresso forti dubbi (Cina, USA, India), altri si sono ritirati, come, per esempio, il Canada, altri hanno presentato emendamenti e sostanziali modifiche (Russia, Giappone). Gli accordi raggiunti sul Protocollo sono perciò incerti e fragili. Altro punto in discussione è stato il problema degli aiuti economici ai paesi virtuosi che promuovono l'energia pulita (Fondo verde).

La crisi geopolitica emersa durante la conferenza, determinata dall'incapacità da parte di molti paesi di contemperare le esigenze del presente con quelle delle generazioni future, ha impedito di trovare accordi globali sostanzialmente efficaci. Ma solo con un Trattato da sottoporre alla ratifica dei parlamenti nazionali e quindi legalmente vincolante per tutti i paesi partecipanti si può pervenire alla messa in sicurezza della casa dell'Umanità.


 
 
osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 35, anno 2012)

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