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Shuttle, fine di un'era

articolo di Rinaldo Carlo

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L'ultimo volo di uno Space Shuttle si è concluso il 21 luglio scorso quando la navetta Atlantis ha toccato terra dopo aver lasciato la Stazione Spaziale Internazionale. "Questa è la più grande macchina volante del mondo" ha proclamato l'astronauta della NASA John Young, dopo l'atterraggio del primo volo dello Space Shuttle, il 14 aprile 1981, 30 anni fa.

La storia dello Shuttle è piena di luci e di ombre. Fu progettato con grande entusiasmo come veicolo capace di entrare in orbita intorno alla Terra e ritornare atterrando su una pista, come i jet di linea. Notevole anche il risparmio, poiché la gran parte del complesso di lancio poteva essere riutilizzata. I compiti principali erano quelli di collegamento con la Stazione Spaziale e di messa in orbita di satelliti.

Tra i successi si ricordano il trasporto in orbita dei moduli per costruire la ISS ed i cambi di equipaggio con astronauti di varie nazionalità, anche italiani. Sono state anche lanciate le sonde interplanetarie Magellano, Galileo e Ulisse. Una menzione speciale spetta alla messa in orbita del Telescopio Spaziale Hubble e alle successive missioni di messa a punto e manutenzione. Non sono mancate le note negative. Su un totale di 135 lanci ci sono state due catastrofi con la perdita dei due equipaggi, un rischio altissimo se paragonato a quello dei voli di linea: secondo le statistiche 2009 della IATA su 35 milioni di voli ci sono stati soltanto 18 incidenti mortali. Il disastro del Challenger è avvenuto alla partenza e quello del Columbia in fase di rientro, ma anche in questo caso la causa scatenante risale al momento della partenza, quando l'enorme potenza dei razzi impone ai materiali eccezionali sollecitazioni termiche e dinamiche. Per ridurre i rischi agli equipaggi la NASA fu costretta, dopo l'incidente del Challenger, a stabilire delle procedure di controllo molto più lunghe tra il rientro e il successivo lancio. Dopo il Columbia fu anche aggiunto l'obbligo di attraccare alla ISS per una ispezione a vista, mentre doveva essere pronto al lancio un altro Shuttle per un eventuale missione di salvataggio. Questo portò ad un enorme aumento dei costi, fino a cinque volte quelli previsti, mancando così l'obbiettivo di un mezzo spaziale a basso costo.

Conclusa l'era dello Shuttle, la NASA non ha attualmente nessun mezzo per raggiungere la stazione spaziale e non ci sono certezze sul futuro programma Constellation, che prevede il lancio della navicella Orion mediante i vettori Ares. Per il momento è accantonata l'idea di una navetta che torni a terra come un aereo. L'ESA sta studiando una nuova generazione di veicoli di rientro, con prospettive incerte anche a causa della crisi economica. Gli scambi con la ISS sono affidati al vettore russo Soyuz, in uso già da parecchi anni. Purtroppo il 24 agosto scorso è fallito il lancio del cargo Proton, che doveva portare rifornimenti alla ISS. È il primo incidente dal 1978, dopo 43 lanci conclusi con successo. Al momento anche i lanci russi sono sospesi.


 
 
 

 
 

 
osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 34, anno 2011)

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