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L'eclisse solare del 15 febbraio 1961 riportata da "Voce Adriatica"

articolo di Morroni Massimo

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l quotidiano anconitano "Voce Adriatica" si interessò al fenomeno astronomico durante il periodo compreso tra il 4 ed il 19 febbraio e, contemporaneamente, ospitò anche articoli di carattere astronautico.

Il 7 febbraio, apparve il primo articolo in cronaca di Ancona, un articolo di spalla col titolo "Appuntamento sul Monte Conero per l'eclisse di sole del giorno quindici". Nel sommario si annunciava l'arrivo delle spedizioni scientifiche di Brera e di Monaco di Baviera e si davano informazioni per assistere alla "fase culminante". Entrambe si sarebbero posizionate con i loro strumenti sul Conero, dove l'albergo era già al completo di prenotazioni. Infatti Ancona si trovava nella fascia di visibilità dell'eclissi. Nella zona "Belvedere" del Conero (oggi chiamata spiazzo dell'Osservatorio) si sarebbe realizzata una "attrezzatissima stazione di osservazione", a quota 500 metri, "con una serie di pilastri" che avrebbero fatto da supporto alle ottiche. Erano stati costruiti appositamente due telescopi. La RAI avrebbe eseguito riprese filmate sul Conero e forse anche in località vicine, forse non in diretta, mentre si sarebbe effettuata la radiocronaca diretta dal Monte Conero. Erano quindi forniti i consigli per seguire il fenomeno.

Il giorno 9 febbraio si avevano due articoli in Cronaca di Ancona e uno in quella di Ascoli.
Il primo informava di una "visita al 'quartier generale' degli astronomi sul Conero e descriveva la strumentazione installata. Alcuni scienziati erano già arrivati, ma ancora non tutti. Si scopre che avrebbe partecipato un'ulteriore spedizione, quella del "Centro Studi di Fisica dello Spazio" dell'Osservatorio astronomico di Monte Mario (o dell'Università di Napoli, come poi dichiarato). Il secondo articolo, sempre in Cronaca di Ancona, avvisava di una conferenza sull'eclissi, che si sarebbe tenuta il giorno 13 nel salone della chiesa di San Cosma.
Passando alla Cronaca di Ascoli, il titolo recita: "Tutti gli ascolani si preparano ad assistere all'eclissi totale del Sole", l'occhiello: "Molta curiosità mista ad un certo timore" ed il sommario: "Tanti anni fa tali fenomeni erano considerati apportatori di calamità ed erano molto temuti dal popolino sempre superstizioso".

Il 10 febbraio, nella Cronaca di Macerata si aveva uno scritto abbastanza corposo. Il titolo si presentava piuttosto pessimistico: "Si avrà probabilmente il cielo coperto nel giorno dell'eclissi totale del sole". Il giornale riportava una nota del prof. Murri, direttore del Centro studi meteorologici dell'Università di Camerino.

Domenica 12 febbraio, in Cronaca di Ancona, usciva la notizia con un occhiello a cinque colonne su un articolo di spalla: "Tutta la città presa dalla psicosi del "15 febbraio - ora X". Seguiva il titolo "Con un semplice vetrino potremo ammirare l'eclissi", nel quale, oltre all'annuncio del fenomeno, si forniva anche un'informazione pratica. Il sommario informava che gli alberghi erano tutti completi "per l'arrivo di scienziati, giornalisti e studenti" provenienti anche dall'estero.

Voce Adriatica del 14 febbraio, vigilia dell'eclissi, conteneva quasi l'intera terza pagina dedicata all'eclissi. Il primo articolo, proveniente da Firenze, era firmato da Domenico Marcozzi. Si diceva che l'Osservatorio romano di Monte Mario avrebbe inviato una missione a Macerata e si ripeteva che sul Monte Conero ci sarebbero state una spedizione milanese ed una tedesca. Si aggiungeva invece che Pietralacroce sarebbe stata una stazione dell'Osservatorio di Collurania. Per Colle San Marco, presso Ascoli, si prevedeva una stazione dell'Osservatorio di Teramo. Lo scritto passava poi a descrivere il fenomeno delle eclissi e si soffermava un poco sulla fisica del Sole. Aggiungeva anche notizie sugli effetti del fenomeno nei confronti degli animali e delle persone e consigli per la ripresa. Nel riquadro intitolato "Attenzione agli occhi!", si elencavano le precauzioni da osservare per non danneggiare la vista. Una tabella riportava, per le principali località marchigiane, gli istanti di inizio e fine del fenomeno e la sua durata. Seguiva un pezzo a carattere divulgativo.

Il giornale del giorno 15, data dell'evento, ospitava articoli che lo riguardavano in prima pagina e nelle cronache di Ancona e di Ascoli. Un altro breve pezzo, da Milano, dava notizia del trasferimento degli studiosi nelle Marche.
Passando in Cronaca di Ancona, un articolo descriveva come sarebbe avvenuta l'eclissi nei suoi vari momenti, aggiungendo a quanto detto nei giorni precedenti la notizia che sarebbero stati visibili i pianeti Giove e Saturno. La città di Ancona aveva visto l'arrivo di molta gente sia per ragioni di studio sia per curiosità. Vi era anche una foto dei telescopi piazzati al Belvedere del Conero.
In Cronaca di Ascoli si aveva un articolo in cui, dopo aver fornito consigli per la visione dell'eclissi, si ricordavano i punti principali di osservazione.

Il giorno seguente all'eclissi, il 16 febbraio, Voce Adriatica ospitava articoli e foto sul tema sia in prima pagina che nella Cronaca di Ancona. In prima un articolo riportava che i punti di osservazione più favorevoli della regione erano stati raggiunti da tante persone. Sul Monte Conero, risultavano "accampate" quattro spedizioni scientifiche: quella dell'Osservatorio di Brera-Merate, quella dell'Osservatorio di Trieste, quella di Monaco ed una di Ginevra. Contrariamente alle previsioni di foschia, il cielo era terso, il mare molto calmo e la temperatura mite. Seguiva la cronaca del fenomeno. Quindi veniva la seconda parte dell'articolo, con le dichiarazioni degli scienziati.
Nella pagina della Cronaca di Ancona seguivano altri articoli. Il principale dava conto delle migliaia di persone accorse al Monte Conero, al Monte Pulito e in città: gente comune, studiosi, studenti. Ad Ancona erano stati venduti non meno di tremila vetrini affumicati. I luoghi più frequentati erano: il Duomo, Posatora, Pietralacroce, i Cappuccini e il Passetto. Seguiva un altro articolo dal titolo "L'eclissi in provincia", il quale dà conto di quanto avvenuto ad Osimo e a Loreto.

Il 17 febbraio il quotidiano riportava, tra gli altri, due articoli.
Nel primo, di spalla, con titolo a tre colonne: "Non dimenticheremo più lo spettacolo del 'Sole nero' " si parla della meraviglia lasciata dallo spettacolo celeste e del rientro degli scienziati alle loro sedi. A sinistra dell'articolo, una foto del telescopio di mezzo metro di diametro, che ha fotografato la corona solare dal Conero.
Il secondo articolo era intitolato "L'eclissi di sole vista da appassionati e poeti". Esso riportava anzitutto la lettera di un appassionato, che aveva osservato il fenomeno da Pietralacroce, contenente le sue impressioni di stupore, ma anche di angoscia. Seguiva una poesia di Mario Tomassi, in dialetto anconitano.

Infine, il 19 febbraio, in Cronaca di Ascoli, sulla scia dell'entusiasmo creato dallo spettacolo dell'eclissi, si auspicava l'apertura di un osservatorio che seguisse i più comuni fenomeni sia meteorologici sia astronomici.


 
 
 

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Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 32, anno 2011)

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