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Ricordi e testimonianze

articolo di Marini Alessandro

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Il 15 febbraio di cinquant'anni fa le Marche furono attraversate dalla fascia di totalità di un'eclissi di Sole. Il territorio di Ancona e del Monte Conero venne scelto come base di osservazione da numerose spedizioni scientifiche italiane e straniere. Fu un avvenimento che, come scrive lo storico locale Mario Natalucci ne La Vita Millenaria di Ancona, suscitò grande interesse in tutta la popolazione:

Alle ore 8,30 circa del 15 febbraio 1961, nel cielo tersissimo, il disco lunare ha coperto interamente il sole, intorno a cui appariva la corona luminosissima. Tutti hanno potuto osservare questo meraviglioso spettacolo della natura, nel più profondo silenzio. Il paesaggio notturno rivelava la luce dei pianeti Giove e Saturno, di stelle e costellazioni.

Il Natalucci ritiene quindi degno di nota nella storia di Ancona e degli anconetani l'evento astronomico dell'eclissi.

Tra i tanti astronomi pervenuti sul Monte Conero, c'era Margherita Hack, allora presso l'Osservatorio di Brera-Merate. Nel 1999, in un'ampia intervista a Io Donna, settimanale del Corriere della Sera, la celebre scienziata rievocò le emozioni di quella giornata e lo stesso fece lo scorso anno, su sollecitazione degli astrofili anconetani. Nella prefazione al libro Il Sole Nero, di Emilio Sassone Corsi, la Hack scrive:

Ricordo l'alba del 15 febbraio 1961 quando decine di astronomi professionisti, amatori, curiosi affollavano il Monte Conero, presso Ancona. L'aria era limpida e fredda, gli ulivi ricoprivano le pendici del monte, gli uccelli salutavano il sorgere del sole, per ammutolire di nuovo pochi minuti dopo. Noi eravamo pronti e tesi per fotografare la corona e misurarne la polarizzazione a varie distanze dal bordo del disco solare. Ecco le protuberanze biancastre, ecco i pennacchi della corona, e un gran silenzio, interrotto solo da qualche ululato di cani spaventati. Quattro minuti e tutto era già finito, lo spicchio di Sole aveva già cancellato la notte.

Abbiamo raccolto le testimonianze dei nostri soci storici, che hanno avuto l'opportunità di ammirare questo spettacolo e che all'epoca non erano ancora organizzati in associazione.

"Fu proprio quell'occasione che spinse gli appassionati di astronomia a costituire un'associazione, come punto di partenza per la realizzazione di un piccolo osservatorio astronomico su una delle colline nei dintorni di Ancona" dice Mario Veltri. "L'idea maturò e si concretizzò qualche anno più tardi e ancora oggi svolge un ruolo fondamentale per la diffusione dell'astronomia nella nostra città". Così ricorda la sua esperienza Carlo Rinaldo: "Ero ad Ancona, vicino al vecchio faro. Ricordo la luce che diventava sempre più grigia mentre una scolaresca si dava da fare con termometri, fotocamere e taccuini: poi la sventata gelida, l'oscurità e la corona solare. Non credo di aver osservato le stelle, troppo preso dalla corona e dal paesaggio".

Comincia scherzando, come al solito, Massimo Morroni: "Sono molto giovane e non posso avere ricordi così lontani.." e prosegue: "Il maestro di quinta elementare ci spiegò il fenomeno e ci condusse a Piazzanova, i giardini pubblici di Osimo, per l'osservazione, fatta con i vetrini affumicati. Mi è rimasto impresso il gran silenzio che ci fu al momento centrale dell'eclissi. Ricordo ancora le immagini viste in televisione, la sera stessa: le galline che andavano a dormire e gli altri animali che sembravano frastornati". Stefano Rosoni, oggi "cacciatore" di eclissi, dice: "È stata la mia prima eclissi solare totale, avevo 7 anni. In quell'occasione scoprii il mondo dell'Astronomia".

Vittorio Marcelloni racconta: "Ero sul Conero, ricordo il via vai di astronomi e il gran freddo; poi, al momento della totalità, il buio: nel 2006 sono stato in Egitto per vedere un'altra eclissi totale, ma è stata meno scura di quella del '61". Fabio Massimo Frittella, autore della foto pubblicata in questa pagina, dichiara: "Sono passati molti anni, ma è ancora vivissimo in me il ricordo di quel giorno. Ero a Bologna su una collinetta nei pressi della Stazione. Poco prima del momento del massimo oscuramento, iniziarono ad abbaiare tutti i cani che erano nei paraggi. Si alzò improvvisamente un vento piuttosto forte, tutto divenne scuro e comparve la corona solare. Indimenticabile l'emozione!".

Oggi sono pochi i marchigiani consapevoli dell'importanza del Conero nello studio dell'eclissi del 1961 da parte degli astronomi.
Si possono leggere, tra gli atti e le memorie della S.A.It. (Società Astronomica Italiana), i risultati delle osservazioni dal Monte Conero degli astronomi di Brera Margherita Hack, Massimo Fracassini ed Edoardo Proverbio: i primi due studiarono la polarizzazione della luce della corona solare, mentre Proverbio effettuò misurazioni astrometriche per la determinazione degli istanti di contatto dell'eclissi.

Sul Monte Conero, lungo il sentiero che conduce al Belvedere Sud, rimangono ancora oggi, in un piazzale detto "dell'osservatorio", i resti in muratura e mattoni dei basamenti usati prima per i telescopi e poi per la posa di un cippo a ricordo delle spedizioni scientifiche, misteriosamente scomparso.


 
Eclissi di Sole ...
Eclissi di Sole ...

 
osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 32, anno 2011)

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