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Giovanni Virgilio Schiaparelli, il maggior astronomo del secolo XIX

articolo di Morroni Massimo

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Nacque a Savigliano (Cuneo) il 14 marzo 1835. Istruito dal padre negli studi elementari, frequentò il liceo del suo paese e si laureò a Torino in ingegneria idraulica e architettura, seguendo i corsi di Quintino Sella, che gli fece ottenere una borsa di studio per proseguire gli studi a Berlino. Qui studiò fra l'altro astronomia sotto Encke. Nel 1859 passò all'osservatorio di Pulkovo, facendo pratica astronomica con Struve e Winnacke. Ritornato in Italia, divenne direttore dell'osservatorio di Brera nel 1862 e qui rimase per quarant'anni. Fu membro di numerose accademie italiane ed estere e ricevette numerosi riconoscimenti.

La sua opera scientifica fu immane e riguardò diversi settori astronomici. Si occupò della rotazione e della costituzione di Mercurio e Venere, le cui osservazioni lo condussero a suggerire che i due pianeti avessero una rotazione sincrona, ipotesi poi dimostratasi errata (il periodo di rotazione di Venere è più lungo e quello di Mercurio è più breve del rispettivo periodo di rivoluzione). Divenne famoso per le osservazioni di Marte, avendone studiato a lungo la superficie e tracciato carte molto accurate per l'epoca; con lui si passò dalle impressioni visuali alla rigorosa misurazione micrometrica, anche se i famosi "canali" si rivelarono in seguito illusori. Scoprì un pianetino che chiamò Esperia (dal greco "occidentale", antica denominazione dell'Italia). Compì interessanti osservazioni su Saturno ed Urano.

Si interessò per molto tempo alle comete; la sua indagine massima riguardò la cometa del 1862, dal cui studio dedusse correttamente la teoria che la forza attrattiva del Sole sconvolge la struttura dei nuclei cometari fino a disintegrarli in piccoli corpuscoli, che si pongono in moto lungo la stessa orbita della cometa madre, dando poi origine alla materia cosmica che, attratta dalla Terra, provoca il fenomeno delle cosiddette "stelle cadenti". Ciò era stato intuito da Kirkwood l'anno precedente, ma lo Schiaparelli ne venne a conoscenza solo nel 1867.

Per ben 25 anni attese alla misurazione dei sistemi stellari binari (1875-1900), divenendone uno dei massimi cultori, sia per il grande numero di stelle doppie osservate, sia per l'altissimo grado di precisione delle misure. Fu un pioniere della statistica stellare, dando un contributo notevole alla ricerca sulla distribuzione apparente delle stelle in cielo, proponendo la necessità di abbandonare ipotesi ingiustificate, per dirigere i propri sforzi su parametri concreti come i moti propri, le velocità radiali, le parallassi e le masse delle stelle.

Compì anche studi matematici, geodetici, meteorologici e geofisici, approfondendo tra l'altro il problema del movimento dei poli di rotazione sulla superficie della Terra e il modo di ricavare la vera espressione delle leggi della natura dalle curve empiriche.

La sua opera fu notevole anche nel campo della storia della scienza astronomica, che approfondì fino agli ultimi anni, rivolgendosi a tutto quanto prodotto dalla speculazione umana prima di Copernico (antico oriente, mondo ellenico, Babilonesi, Antico Testamento, Egiziani, Indiani ecc.). La morte gli impedì di ultimare la Storia dell'astronomia. Si spense a Milano il 4 luglio 1910, un secolo fa. Le sue Opere, curate dalla Specola di Brera, in edizione nazionale, uscirono in 11 volumi tra il 1929 ed il 1943.


 
G. V. Schiaparel...
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Disegni di Marte...
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osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 31, anno 2010)

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