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Vent'anni di telescopio spaziale

articolo di Battistelli Francesco

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Quest'anno l'Hubble Space Telescope (HST) ha superato brillantemente i suoi primi venti anni di vita, durante i quali galleggiando a circa 500 km sopra le nostre teste ha osservato costantemente lo spazio fino alle distanze più estreme. Come 400 anni fa il telescopio di Galileo ha rivoluzionato l'astronomia mostrando in cielo dettagli mai visti prima, così il telescopio spaziale ci ha permesso di vedere lontano nello spazio e nel tempo, con una risoluzione maggiore rispetto a qualunque strumento precedente nelle bande in ottico, ultravioletto e vicino infrarosso.

Nato da un'idea di Spitzer dopo la seconda guerra mondiale, il progetto originale prevedeva un telescopio di 3 metri di diametro da portare al di sopra dell'atmosfera più densa, così da evitare l'assorbimento della luce e soprattutto la turbolenza dell'aria. Il telescopio spaziale, intitolato alla memoria del grande astronomo americano Edwin Hubble, è stato lanciato con lo Shuttle nel mese di aprile del 1990 con uno specchio ridotto a 2,4 metri, dimensione massima per poter entrare nella stiva della navetta spaziale. Raggiunta la sua orbita ci ha inviato i primi dati, alla cui vista una grande delusione ha colto gli astronomi di tutto il mondo: le immagini erano sfocate, un errore millimetrico in fase di test aveva provocato nello specchio una rilevante aberrazione sferica... tanto sforzo per lanciare nello spazio uno strumento miope!

Per fortuna erano previsti viaggi di manutenzione, cosicché una missione lanciata nel 1993 ha permesso di correggere il difetto di HST, dandogli lenti adeguate: grazie a questi "occhiali" le immagini sono diventate nitide, e da allora il telescopio spaziale ci ha inviato una incredibile quantità di dati (circa 45.000 gigabyte) e immagini straordinarie, come i cosiddetti "pilastri della creazione" nella nebulosa Aquila (qui riportata) e il "cielo ultra profondo" nella costellazione della Fornace, una porzione di cielo, grande un decimo del disco lunare, che contiene diecimila galassie distanti 13 miliardi di anni luce!

A differenza di altre missioni dedicate a specifici obiettivi scientifici, il telescopio spaziale ci ha permesso di approfondire significativamente le nostre conoscenze sugli argomenti più disparati, confermando teorie precedenti o ponendo agli astrofisici nuove domande e nuove sfide. Tra i contributi più importanti alla ricerca scientifica ricordiamo la misura più precisa della costante di Hubble, che corrisponde ad una età dell'Universo di 13,75 miliardi di anni, l'osservazione delle supernovae Ia, che ha rivelato l'espansione accelerata dell'Universo, le immagini dell'Universo remoto, che ci hanno permesso di studiare l'evoluzione delle galassie e di vedere con il metodo delle "lenti gravitazionali" la presenza della altrimenti sfuggente materia oscura, e infine l'osservazione diretta intorno alle stelle di dischi protoplanetari, cogliendo nel 2008 la prima immagine di un pianeta che orbita intorno a Fomalhaut, stella distante da noi una ventina di anni-luce.

In questi vent'anni HST ha scrutato ogni angolo del cielo compiendo più di 100.000 orbite intorno alla Terra. Il 4 maggio 2009 l'ultima missione di manutenzione ha sostituito alcuni strumenti con altri più avanzati, che ci permetteranno di scrutare l'Universo con maggiore dettaglio, regalando agli scienziati altri preziosissimi dati scientifici. I viaggi previsti di manutenzione sono terminati e viste le sue buone condizioni il telescopio spazialeresterà attivo per almeno altri cinque anni... ma sicuramente prima di rientrare sulla Terra e di spegnersi definitivamente il suo ultimo pensiero non potranno che essere le parole: "missione compiuta!"


 
 
 

 
osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 31, anno 2010)

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