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Viaggio a Roma tra Astri e Particelle

articolo di Battistelli Francesco

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Tra gli eventi organizzati in occasione dell'Anno Internazionale dell'Astronomia 2009, ce n'era uno che proprio non volevo perdere, incentrato su un tema appassionante: la mostra "Astri e Particelle - le parole dell'Universo", allestita a Roma a cura dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica e dell'Agenzia Spaziale Italiana, con la direzione scientifica di Roberto Battiston. Visto che in settimana la mostra sarebbe terminata, in una giornata fredda e piovosa di febbraio sono salito sul primo treno e mi sono recato al Palazzo delle Esposizioni di Roma, magnifica cornice che accoglie abitualmente al suo interno in stile neoclassico collezioni di notevole spessore artistico e culturale.

La mostra raccontava con suoni e immagini gli esperimenti e i metodi di quella parte dell'astronomia chiamata Cosmologia. Quattro secoli fa Galileo, puntando per primo al cielo il suo cannocchiale, aveva cambiato definitivamente il modo di osservare e studiare l'Universo. Da allora l'uomo ha posto tra i nostri sensi e il cosmo strumenti sempre più sensibili e raffinati, per leggere messaggi che ci provengono dall'Universo infinitamente grande e dai costituenti della materia infinitamente piccoli, due estremi legati indissolubilmente tra di loro. Per questo "Astri e Particelle" ha esposto pannelli didattici, filmati e interviste ai protagonisti di quest'avventura, strumenti e rilevatori che da ogni angolo del pianeta e dello spazio che ci circonda tentano di decifrare e interpretare "le parole dell'Universo". È un messaggio che ci perviene ininterrottamente sotto forma di radiazioni e particelle dalle profondità dell'cosmo, viaggiando nello spazio e nel tempo e portandoci una "eco di eventi remoti, avvenuti a distanze e tempi inimmaginabili".

Durante la visita ho apprezzato una serie di strumenti per lo studio delle radiazioni cosmiche, tra i quali una vera camera a nebbia che riesce a rilevare le tracce delle particelle attraverso la condensazione di vapore intorno agli atomi ionizzati, e ho ammirato alcuni modellini in scala di satelliti famosi, come la sonda Cassini che in questo momento sta orbitando tra gli anelli e le lune di Saturno. Curiosa anche la possibilità di vedere in diretta l'emissione in infrarosso dal nostro corpo, e quella di farsi una vera e propria doccia di particelle, scattando una foto che evidenzia le scie di quelle particelle provenienti dalle profondità del cosmo che mi stavano attraversando in quell'istante.

Due ore abbondanti di visita se ne sono volate via, immergendomi in un viaggio che attraverso lo spazio e il tempo mi ha riportato ai primi istanti dell'Universo. Prima di uscire e di ritornare alle faccende quotidiane ho potuto dare un'occhiata alle opere di Calder, lo scultore che ha rivoluzionato il concetto di spazio con le sue sculture in movimento, e ad una mostra firmata National Geographic, una serie di stupende fotografie del nostro pianeta e dei suoi abitanti. E così, con la testa ancora colma delle domande aperte sull'universo che sfidano e impegnano scienziati e ricercatori di tutto il mondo, ho potuto riunite in un istante scienza e arte, natura e geografia umana, facce diverse che riunite ci offrono un quadro completo del mondo che ci circonda.

Per chi è interessato e capitasse da quelle parti, la mostra è al museo della scienza di Napoli fino all' 11 luglio 2010, altre informazioni sono disponibili sul sito www.astrieparticelle.it


 
 
 

L’autore dell’ar...
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Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 30, anno 2010)

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