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Un nuovo impatto su Giove

articolo di Masiero Sabrina

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E' stato Anthony Wesley, un astrofilo di Murrumbatenam (Canberra, Australia), il primo a fotografare Giove lo scorso 19 luglio con una strana macchia scura in corrispondenza del suo polo sud. La conferma Ŕ avvenuta poco dopo attraverso le riprese effettuate con l'Infrared Telescope Facility dell'Osservatorio delle Hawaii che hanno mostrato una brillante regione in corrispondenza della macchia scura, indice di elevate temperature e che si possono spiegare solo facendo l'ipotesi di un impatto. Probabilmente, esso non Ŕ avvenuto proprio il 19 luglio, ma qualche giorno prima: l'oggetto, si suppone un frammento di cometa o asteroide, doveva avere un diametro di alcune centinaia di metri in quanto l'area atmosferica di Giove interessata al fenomeno misura almeno 20 milioni di chilometri quadrati che, confrontate con le dimensioni sulla nostra Terra, Ŕ pari a due volte l'Europa.

Quindici anni dopo l'impatto dei frammenti della cometa Shoemaker-Levy 9, Giove subisce un secondo impatto di grande interesse, tanto che la Wide Field Camera 3, uno dei nuovi strumenti installati a bordo dell'Hubble Space Telescope nel maggio scorso durante una missione Shuttle, Ŕ stata messa a disposizione dei ricercatori del Jet Propulsion Laboratory della NASA per seguire l'evoluzione nel tempo del fenomeno. Data la raritÓ di questi eventi, possiamo dire di essere stati davvero fortunati a registrarne due in pochi anni.


 
Cortesia NASA
Cortesia NASA

 
osservatorio
Questo articolo Ŕ stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 28, anno 2009)

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