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L'eclisse più lunga del secolo

articolo di Corinaldesi Andrea

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Tra gli innumerevoli eventi naturali che ancora oggi riescono a stupire l'uomo moderno, quello dell'eclisse solare è forse uno tra i più affascinanti. Le eclissi solari avvengono quando la Luna è perfettamente allineata tra il Sole e la Terra; ciò non avviene ogni mese ad ogni Luna Nuova, perché l'orbita lunare è inclinata di circa 5° rispetto all'orbita terrestre e quindi nella quasi totalità dei casi passa leggermente al di sopra o al di sotto della linea ideale. Solo quando il novilunio avviene sull'intersezione con l'eclittica si ha un'eclisse totale.

Nonostante l'eclisse solare sia un fenomeno che si verifica almeno due volte all'anno, ben pochi di noi possono dire di averla vista e questo perché il fenomeno ogni volta interessa una "piccola" parte della terra. Precisamente il cono d'ombra che attraversa la superficie terrestre copre un'area del diametro massimo di 260 km; in quest'area l'eclisse è totale, mentre la zona di penombra da cui l'eclisse è parziale può avere un diametro di ben 4.800 km. Il cono d'ombra che si sposta sulla superficie terrestre in direzione Est, viaggia ad una velocità che varia in base alla latitudine del luogo. Essendo tale velocità determinata dalla differenza tra la velocità orbitale della Luna e quella di rotazione terrestre, ai poli, dove la velocità di rotazione terrestre può approssimativamente considerarsi nulla, l'ombra si sposta con una velocità quasi doppia rispetto alle regioni equatoriali.

L'anno 2009 è stato testimone dell'eclissi più lunga del secolo: nel punto di massima durata, nell'Oceano Pacifico, l'oscuramento del Sole si è protratto per oltre 6 minuti e mezzo!
Con Stefano Rosoni, altro socio AMA, abbiamo deciso di seguire l'evento dalla Cina meridionale, precisamente dalla cittadina di Anji, dove la durata è stata di poco inferiore ai 6 minuti. Il luogo di osservazione è stato più volte riconsiderato in virtù del fatto che le previsioni meteo davano per l'area asiatica forti possibilità di piogge e cielo coperto.
Con le previsioni locali che non davano scampo e che confermavano pioggia in buona parte del continente asiatico, la mattina del 22 luglio abbiamo iniziato l'osservazione dell'eclisse sotto un cielo grigio con piccole finestre di cielo azzurro. Il primo contatto, alle 8,45 ha dato il via all'eclisse; il secondo contatto è avvenuto tra le nubi e non abbiamo potuto riprenderlo, ma ha gettato l'intera area in un buio difficilmente immaginabile. Durante la fase di totalità la corona solare ha fatto capolino tra le nubi per alcuni secondi in quattro distinti momenti, accolta dalle urla dei presenti. Con il terzo contatto il cielo è tornato a rischiararsi sopra le nostre teste, ponendo fine ad un'eclisse che è sembrata interminabile. Il quarto contatto ha sancito la fine ufficiale dell'eclisse e l'inizio di splendidi ricordi per tutti noi. Anche se non si è svolta sotto un cielo limpido possiamo ritenerci fortunati di essere riusciti ad ammirare anche se a tratti la corona solare visto che il nostro sito è stato uno degli unici due, dalla Cina al Giappone, in cui non è piovuto.


 
Il nuvoloso ciel...
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La totalità dell...
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osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 28, anno 2009)

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