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La faccia nascosta della Luna

articolo di Morroni Massimo

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Nel 1959 i Sovietici lanciarono tre sonde verso la Luna: la prima sfiorò il nostro satellite, la seconda vi si sfasciò sopra. Il 4 ottobre fu lanciato il "Lunik 3", attrezzato con sistemi di orientamento, con apparecchi per misure scientifiche, fotografici e televisivi. Esso ci inviò le prime immagini dell'emisfero nascosto. Si trattò di una data fondamentale nella storia dei viaggi spaziali, in quanto fu dimostrata la possibilità di fotografare la superficie di un corpo celeste a distanza ravvicinata.

Dopo circa 63 ore, il Lunik 3 raggiunse la minima distanza dal centro della Luna (km 7.900), ma i rilievi fotografici furono eseguiti il 7 ottobre, per la durata di 40 minuti, quando la distanza aveva superato i 65.000 km e la Luna si presentava in condizioni più favorevoli di visibilità per la cosiddetta "faccia nascosta", cioè l'emisfero invisibile da Terra.
Furono scattate numerose foto e, oltre alle regioni già note, furono ripresi il Mare Moscoviense (300 x 200 km) e il Mare Desiderii. Tra i due emerge il cratere Tsiolkovskiy (di 200 km di diametro), con un picco centrale luminoso; è situato non lontano dall'estremità meridionale dei Monti Sovietici, una catena che si estende per un migliaio di chilometri a partire da un gruppo di quattro crateri medi (Joliot-Curie, Maxwell, Lomonosov ed Edison). Sono visibili anche altre formazioni montuose e sistemi di raggiere analoghe a quelle del sistema Tycho-Kepler.

La prima impressione che si ricevette guardando la regione lunare fino ad allora sconosciuta, fu che, in confronto all'emisfero visibile, essa era notevolmente più povera di "mari" (pianure) estesi e anche di rilievi. Riguardo a questi, occorre tener conto che, all'atto delle riprese fotografiche, la Luna era illuminata quasi frontalmente dal Sole, perciò essi, come pure i crateri, presentavano scarso contrasto, come quando si osserva la Luna nella fase di Piena. Inoltre c'è da aggiungere il fatto che il vantaggio di poter fotografare la Luna a distanza ravvicinata era perduto per l'impiego di apparecchi fotografici di piccola apertura.

Come si spiegano oggi le differenze tra le due facce? Il periodo di rotazione e quello di rivoluzione della Luna divennero simili molto presto, quando la Luna era molto più vicina alla Terra e la sua superficie era ancora allo stato fuso. Come conseguenza, l'influenza terrestre produsse le differenze tra le due facce. Il lato nascosto è più elevato dell'altro di circa 5 km e la sua crosta a bassa densità è più spessa di 26 km. Dato che sul lato visibile è meno spessa, il magma vulcanico ha trovato più facilmente la sua strada verso la superficie, riversandosi nelle regioni depresse dei crateri principali e solidificando nei mari lunari. Al contrario, il lato nascosto, sempre opposto alla Terra, sembra aver sofferto meno per bombardamenti e craterizzazioni rispetto al lato visibile.


 
Posizioni succes...
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Foto dal Lunik 3...
Foto dal Lunik 3...

 
osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 28, anno 2009)

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