home page - novità - mappa - link AMA - Associazione Marchigiana Astrofili - Ancona

L'anno di Darwin

articolo di Belli Sirio

per vedere tutte le immagini selezionare una delle anteprime

Il 2009 è un anno carico di significati per chi si interessa di scienza. Infatti, oltre all'Anno Internazionale dell'Astronomia, quest'anno ricorre anche il secondo centenario della nascita del naturalista inglese Charles Darwin, e il 150° anniversario dalla pubblicazione della sua opera più importante, L'origine delle specie. Questo libro è tuttora considerato uno dei più influenti non solo nell'ambito della biologia, ma nell'intero panorama della conoscenza umana. Infatti la teoria in esso esposta ha influenzato profondamente il pensiero di filosofi, artisti e scienziati vissuti tra la seconda metà dell'Ottocento e i giorni nostri.

Darwin sviluppò le sue idee a partire dalle osservazioni effettuate durante un viaggio in nave intorno al mondo durato ben cinque anni. Visitando paesi lontani, come ad esempio le coste del Brasile, le isole Galapagos, l'Australia, Darwin poté scoprire numerose specie di animali ancora sconosciute. Inoltre, grazie alla sua notevole capacità di osservazione riuscì a collezionare una serie di prove a favore dell'evoluzionismo, teoria secondo la quale le specie animali non sono fisse ma mutano col passare del tempo. In particolare Darwin introdusse il concetto di selezione naturale per spiegare il meccanismo alla base dell'evoluzione delle specie, e supportò le sue teorie con valide argomentazioni scientifiche.

Nonostante i numerosi oppositori che lo criticarono aspramente, alla sua morte Darwin ebbe l'onore di essere seppellito accanto a Newton nell'abbazia di Westminster. Un luogo degno per un uomo che dedicò tutta la sua vita alla ricerca scientifica, e che alla fine dei suoi anni scrisse nella sua autobiografia: "Se mi volgo indietro, posso vedere come il mio amore per la scienza abbia gradualmente preso il sopravvento su qualsiasi altro interesse".


 
Caricatura di Da...
Caricatura di Da...

 
osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 27, anno 2009)

> ritorna alla pagina precedente
> ritorna alla home page