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Umberto Guidoni, primo europeo ad aprire le vie dello spazio

articolo di Veltri Mario

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L’esplorazione dell’Universo con mezzi che portano direttamente l’uomo nello spazio è appena iniziata. Si può dire che le premesse di tale avventura risalgono al 1957, messa in orbita dello Sputnik intorno alla Terra. La gravità, che ci tiene incollati alla superficie terrestre, era finalmente vinta e da quel momento poteva iniziare l’avventura dell’esplorazione tramite sonde e l’uscita dell’uomo nello spazio aperto, fuori dalla propria casa.
Dalla mitica avventura degli Argonauti, al viaggio di Colombo, all’esplorazione degli oceani, all’avventura spaziale di oggi, l’uomo ha compiuto passi da gigante senza forse esserne del tutto consapevole.
Del resto tutta la scienza, dalla biologia, all’elettronica, alle telecomunicazioni ha fatto passi da gigante e noi non ne comprendiamo appieno la portata e non sappiamo valutarne le conseguenze.
Sta avvenendo tutto così in fretta!

Tutto quello che sta accadendo in questi giorni, proprio mentre il nostro astronauta Umberto Guidoni viveva la sua straordinaria avventura a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e proprio mentre il primo turista spaziale, l’uomo d’affari americano Dennis Tito, provava anche lui il brivido dell’avventura pagando profumatamente, è davvero fuori della nostra portata.

Dall’annuncio della scoperta di onde sonore che accompagnarono la nascita dell’Universo all’epoca del Big-Bang da parte di un’equipe di ricercatori guidati dall’italiano De Bernardis, ai segnali della Sonda Pioner 10, che dopo 30 anni si fanno ancora risentire, all’annuncio che il computer oltre che a comprendere la parola sa anche leggere nel pensiero e, dulcis in fundo, alla notizia che gli extraterrestri starebbero cercando di mettersi in contatto con noi, abbiamo una massa di informazioni che ci sbalordisce.

L’ultima notizia è fornita da una giornalista svizzera la quale sostiene che uno dei più sensibili radiotelescopi esistenti sulla Terra, quello di Parkes di 64 m in Australia, pare abbia ricevuto segnali diversi da quelli usualmente ricevuti. L’osservatorio di Parkes dal canto suo smentisce.

Ecco, questo è il panorama delle "novità" se così si può dire, con al centro il centro il nostro astronauta Umberto Guidoni, primo europeo ad aprire le vie dello spazio.


 
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Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 3, anno 2001)

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