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La poesia della Scienza

articolo di Veltri Mario

Il libro che ho sottomano e sto leggendo, Gli elisir della scienza di Hans Magnus Enzensberger (Einaudi editore), io lo avrei più semplicemente ntitolato, come il poscritto, "La poesia della Scienza". È una carrellata di personaggi delle scoperte scientifiche e di storia della scienza presentati in poesia didascalica o in prosa poetica. Il saggio vuole significare che la tradizione della poesia didascalica, fondata dagli antichi, è sopravvissuta al Medioevo ed è tornata a rifiorire nel Rinascimento. I poeti, i pittori, gli architetti e i filosofi di quel tempo ci dicono che non esistevano confini fra poesia e scienza. La loro radice comune è il mito. L'astronomia, ai suoi inizi, era una pratica magica ed era un tutt'uno con l'astrologia. Il grande scisma fra le scienze naturali da una parte, e le arti e le discipline umanistiche dall'altra è una tipica invenzione del diciannovesimo secolo. Il loro reincontrarsi oggi, per un nuovo umanesimo, appare più necessario che mai.


 
 
osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 24, anno 2008)

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