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Un Radiotelescopio a Monte Conero?

articolo di Palmieri Fabio

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Perché no! Dato che un socio dell’A.M.A. ha a disposizione un disco parabolico di 1,8 metri di diametro (grazie Dario), pensiamo a come fissare un’antenna di questo diametro che ci consenta di puntare la nostra parabola verso il cielo.

Fatto questo, possiamo iniziare a pensare a cosa ricevere; la cosa più semplice è ovviamente il sole, potente, vicino, con un’emissione su una vasta gamma di frequenze. Poi il ricevitore e il convertitore, facilmente reperibili, grazie al mercato della ricezione della TV da satellite. A questo punto abbiamo il cuore del nostro radiotelescopio. Il passo successivo è il tipo di utilizzo e la taratura dello strumento, magari facendo il confronto di tre temperature diverse, quella del sole, quella della terra e quella del cielo "freddo" cioè la zona di cielo non in direzione della nostra galassia.

Considerato che sognare è economico e veloce ecco qui un paio d’altre idee per il futuro. La prima è studiare l’emissione solare con il passare del tempo, il suo ciclo di 11 anni. Poi, dato che una parabola ha un guadagno elevato quando il suo diametro è almeno una dozzina di volte la lunghezza d’onda del segnale con il quale lavora, perciò una di 180 cm di diametro lavora bene fino a una lunghezza d’onda di 15 cm, corrispondente ad una frequenza di 1500 MHz (1,5 GHz), potremo pensare di trovare una parabola di 2 m per poter studiare la riga di emissione dell’Idrogeno a 1,420 GHz, perchè con questa parabola (1,420 GHz = 21,1 cm => circa 2 metri di diametro), si potrebbero studiare le radiosorgenti più potenti della riga dell’idrogeno. Poi, se avessimo sul Conèro un’ appezzamento di terreno pianeggiante si potrebbe pensare di realizzare un sistema di antenne per fare ricezioni di radiosorgenti a frequenze nella banda delle VHF e vi assicuro che in quella banda le soddisfazioni non mancherebbero, visto che diventano radiosorgenti oggetti interni al sistema solare. Ora basta sognare, cerchiamo di concludere con i piedi sulla terra; il nostro primo obiettivo è il sole, che nei prossimi mesi tramonterà abbastanza tardi da metterci in condizione di "ascoltare la sua voce" subito dopo cena, prima di osservare il resto del firmamento, dal punto di vista ottico, proprio grazie alla sua uscita di scena. Grazie dell’ attenzione, e speriamo di vederci la prossima estate con qualche "ascolto astronomico".


 
Antenna Radio
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osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 3, anno 2001)

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