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La cometa Holmes

articolo di Marini Alessandro

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Al momento della stesura di questo articolo, la cometa 17/P Holmes è di magnitudine 5.5: è quindi al limite della visibilità ad occhio nudo, nella costellazione di Perseo. L'autunno scorso questa cometa periodica ha catalizzato su di sé l'attenzione di astronomi, astrofili e media per il suo inatteso comportamento. Tra il 23 e il 24 ottobre, nel giro di 24 ore, è inaspettatamente passata dalla magnitudine 17 alla 2.5, aumentando la sua luminosità di un milione di volte, pari alla differenza che c'è tra il Sole e la Luna piena. La cometa si è quindi resa visibile ad occhio nudo anche dai cieli urbani come una stella sfocata nel Perseo, rivaleggiando con Mirfak e Algol, le due stelle più brillanti della costellazione. Ora la sua luminosità è molto diminuita, ma per molte sere l'abbiamo osservata anche dalla nostra Specola di Pietralacroce e resterà fino ad aprile in Perseo, ma sarà sempre più necessario un cielo non inquinato da luci artificiali per vederla.

Il repentino aumento di luminosità è stato provocato da un'esplosione nel nucleo, le cui cause sono ancora da chiarire. La Holmes, che ha un periodo di 6.9 anni, è passata al perielio, punto di massima vicinanza al Sole e quindi di maggior attività del nucleo, il 4 maggio 2007, senza dar luogo a fenomeni appariscenti e rimanendo visibile solo ai grandi telescopi. Si pensa che questa cometa, a seguito dei ripetuti passaggi vicino al Sole, sia giunta ad una stato di equilibrio precario e sia collassata su sé stessa, liberando grandi quantità di polveri intrappolate tra i ghiacci del nucleo. La coda è sempre stata poco visibile, nascosta dalla chioma: infatti l'esplosione si è verificata quando la cometa si trovava dalla parte opposta alla Terra rispetto al Sole e le code cometarie si sviluppano sempre in direzione antisolare. Esso è apparsa perciò ai telescopi come una sfera luminosa più densa verso l'interno, come si vede dalla foto in questa pagina, scattata da Stefano Strologo. Inoltre al momento della massima luminosità essa era già in allontanamento dal Sole, a 2,4 U.A. dalla nostra stella e a 1,6 U.A. dalla Terra (1 U.A. = Distanza media Terra-Sole = 150 milioni di km). Se fosse stata più vicina, sarebbe stata per noi molto più brillante.

Una curiosità è che questa cometa fu scoperta per caso il 6 novembre 1892 dall'astrofilo britannico Edwin Holmes proprio in coincidenza di un altro brusco aumento di luminosità, anche se di intensità minore di quello del 2007: raggiunse la magnitudine 5 in prossimità della Galassia di Andromeda e anche in quel caso gli Osservatori indirizzarono le proprie strumentazioni su di essa. Si stima che il suo nucleo sia di circa 3 km e che abbia sviluppato una chioma di dimensioni dell'ordine del milione di km; segue un'orbita ellittica compresa fra quelle di Marte e Giove. Ancora una volta le comete si sono dimostrate corpi celesti imprevedibili, in grado non solo di deludere, ma anche di sorprendere con il loro comportamento.


 
La cometa 17/P H...
La cometa 17/P H...

Traiettoria dell...
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osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 23, anno 2008)

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