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Sputnik, cinquant'anni fa

articolo di Rinaldo Carlo

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Il 4 ottobre del 1957 le radio di mezzo mondo fecero udire un bip-bip che segnò l'inizio dell'era astronautica: la Russia aveva messo in orbita il primo satellite artificiale, lo Sputnik 1. Eravamo in piena guerra fredda e la corsa allo spazio tra Russia e Stati Uniti era vista più che altro come un mezzo per affermare la propria supremazia: chi poteva mettere in orbita un satellite artificiale dimostrava al mondo di essere in grado di costruire missili intercontinentali per colpire il blocco avversario.

Gli americani apparivano all'avanguardia in tutti i settori della scienza e della tecnica ed erano noti a tutti i tentativi, ed anche gli insuccessi, della missilistica americana, mentre poco o nulla si sapeva di quella russa. Due frasi celebri sintetizzano la situazione. Il Presidente degli Stati Uniti Dwight Eisenower: "Contiamo di mettere in orbita un satellite artificiale entro il 1957". Il Premier Russo Nikita Kruscev: "Non cantiamo mai prima di avere fatto l'uovo". I russi, fedeli a questo principio, sorpresero il mondo con lo Sputnik, messo in orbita senza alcun preavviso.

Lo Sputnik era una sfera del diametro di 58 centimetri e del peso di appena 84 chilogrammi, si muoveva su un'orbita ellittica, a una distanza compresa tra 228 e 947 chilometri. Alla velocità di 29.000 chilometri all'ora impiegava poco più di 90 minuti per ogni giro intorno alla Terra. Ancora maggior sensazione provocò il primo lancio in orbita di un animale, la famosa cagnetta Laika, avvenuto il 3 novembre dello stesso anno, con lo Sputnik 2 del peso di ben 500 kg: la prima nave spaziale. I russi si erano avviati per quella strada che porterà in orbita il primo uomo dello spazio, Yuri Gagarin, e la prima donna, Valentina Tereskova.


 
Immagine dello S...
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La cagnetta Laik...
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osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 22, anno 2007)

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