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La cometa Mc Naught

articolo di Marini Alessandro

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Nel 1997 abbiamo assistito allo stupendo spettacolo della cometa Hale-Bopp, che nessun astrofilo o semplice curioso potrà mai dimenticare. Dieci anni dopo, il cielo di gennaio ci ha regalato un astro chiomato non così spettacolare, ma intrinsecamente più luminoso e soprattutto visibile al tramonto, con il Sole appena sotto l'orizzonte.

Classificata come C/2006 P1 Mc Naught, la cometa di inizio 2007 è stata definita come la più brillante degli ultimi trent'anni ed è stata immortalata dalle magnifiche immagini degli astrofili di Cortina D'Ampezzo, pubblicate sul web. Di non facile osservazione per la sua vicinanza al Sole, la Mc Naught non ha deluso le aspettative, come spesso fanno le imprevedibili comete. Ha raggiunto il perielio il 13 gennaio, una magnitudine della condensazione centrale pari a circa -3 e una elongazione di soli 7 gradi dal Sole. Alcune serate con un orizzonte occidentale sgombro da nubi e foschie ci hanno consentito di vederla, con la sua evidentissima coda.

Personalmente l'ho individuata per la prima volta il 12 gennaio, dalla casa del nostro socio Ennio Zingaretti, vicino a Camerano. Il giorno dopo un gruppo formato dal sottoscritto e da Alessandro Zingaretti, Stefano Rosoni e Stefano Strologo si è recato sul Monte Conero, a circa 400 metri di quota, per uscire dalle nebbie di Ancona che non permettevano alcuna osservazione. Infatti abbiamo potuto godere di un magnifico tramonto, sia del Sole che della Mc Naught; quest'ultima è scomparsa dietro l'inconfondibile profilo del Monte San Vicino. Stefano Strologo e Stefano Rosoni hanno scattato molte fotografie, analogiche e digitali; lo stesso ha fatto Renzo Roccetti, fotografo amatoriale di Camerano incontrato sul Monte per caso. Alessandro Zingaretti ed io abbiamo rimirato la cometa ad occhio nudo e con i binocoli. Il tempo che avevamo per osservarla e fotografarla era poco, circa venti o trenta minuti, come se essa non volesse concedersi troppo. Già visibile con il cielo ancora azzurro, non era possibile osservarla a notte fonda, perché ovviamente insieme con il Sole tramontava anch'essa; più in alto Venere brillava come un faro nel cielo.

Al calare delle tenebre, il firmamento ci ha lasciato a bocca aperta: abbiamo visto ad occhio nudo la Via Lattea, la Galassia di Andromeda, il Doppio Ammasso di Perseo, la Nebulosa di Orione. Infatti la nebbia che avvolgeva le quote più basse oscurava l'illuminazione di tutti i paesi vicini, come se un esteso strato di denso fumo avesse nascosto completamente le opere umane, a parte qualche isolata luce in lontananza. Al binocolo erano ben visibili gli ammassi aperti dell'Auriga, la galassia M 33 nel Triangolo, le galassie M 81 e M 82 nell'Orsa Maggiore.

Ritornando alla cometa, il 12 gennaio essa è entrata nel campo di ripresa di SOHO, il telescopio spaziale per lo studio del Sole, che ha inviato immagini a terra. In seguito, dopo il perielio, la Mc Naught si è concessa agli osservatori dell'emisfero australe, consentendo anche a loro di ammirare la bellissima coda. Per un breve periodo è stata addirittura visibile contemporaneamente dai due emisferi: mentre la chioma si trovava sotto l'orizzonte, sopra era visibile parte della coda, fotografata dagli astrofili di Udine Marco Fulle e Rolando Ligustri.


 
Il panorama dal ...
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Il tramonto dell...
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osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 20, anno 2007)

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