home page - novità - mappa - link AMA - Associazione Marchigiana Astrofili - Ancona

Trent'anni fa

articolo di Veltri Mario

per vedere tutte le immagini selezionare una delle anteprime

Trent’anni fa è come fosse ieri nella memoria.

I ricordi più significativi di quel lontano settembre del 1976 li sento vivi e straordinariamente vicini. Avevamo lavorato con solerzia ed entusiasmo tutta l’estate, per finire la cupola dell’osservatorio, prima delle piogge, ma anche in tempo per presentare l’opera all’assemblea del X congresso dell’Unione Astrofili Italiani, in programma ad Ancona dal 16 al 19 settembre. Il lavoro più delicato e complesso era toccato al gruppo che si occupava del telescopio, guidato da Paolo Senigalliesi. Non era facile infatti trasformare il vecchio rifrattore sistemato su montatura Merz-Cavignato, che per tanti anni aveva lavorato sull’Etna, in un riflettore Newtoniano, utilizzando la stessa base e lo stesso moto orario.

La cerimonia inaugurale era fissata per il 17 settembre. Guido Monina, nominato sindaco della città di Ancona da pochi giorni, aveva promesso che sarebbe stato lui a tagliare il nastro. E così avvenne. Era presente un testimone d’eccezione, il prof. Livio Gratton, astrofisico di livello internazionale. Aveva accettato di venire ad Ancona per tenere una conferenza al congresso degli astrofili. Quella sera, dopo aver tenuto a battesimo la nascita dell’osservatorio, sotto la sua guida furono compiute numerose osservazioni, suscitando l’entusiasmo di un centinaio di persone che facevano la fila per mettere l’occhio all’oculare del telescopio.

Mi regalò un suo libro con dedica, che custodisco ancora gelosamente. È una guida all’osservazione del cielo che di tanto in tanto consulto, rileggendo qualche passo autobiografico, specialmente dove egli vanta origini di astrofilo: "Tra i miei più dolci ricordi d’infanzia vi sono lunghe sere trascorse sull’erba di un prato, poco lontano da casa, ad osservare le stelle. Non so se, senza che me ne rendessi conto, incominciò da allora il mio grande amore per le stelle". Il grande astronomo non può che essere per prima cosa un astrofilo, un innamorato degli astri.

Quando nella memoria affiorano ricordi chiusi su un avvenimento che non ha continuità e non lascia traccia nel tempo, si tratta di nostalgia del passato fine a se stessa. Nel caso nostro quel 17 settembre ha aperto un’epoca ricca di avvenimenti che di anno in anno si sono susseguiti, sempre interessanti,nuovi, attraenti. Oggi come allora in osservatorio si respira la stessa atmosfera e sono sempre tanti coloro che vogliono seguire i fenomeni astronomici e vogliono sapere chi siamo, dove siamo e dove andiamo.

Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno contribuito a vario titolo a realizzare e a mantenere attiva questa struttura che, solo per la manutenzione e la messa a punto, richiede esperienza, conoscenza, lavoro e soldi. Sono troppi per poterli nominare tutti, mi limito a dire che fra costoro ricordo con piacere i collaboratori della prima ora, le persone di modeste condizioni che hanno dato umilmente il loro contributo con il lavoro manuale, le persone di cultura che hanno messo a disposizione la loro esperienza e capacità, i giovani studenti che hanno proseguito gli studi di astronomia. È importante per tutti aver capito fin d’allora che avevamo iniziato a lavorare alla realizzazione di un’opera che sarebbe durata nel tempo.


 
L'inaugurazione ...
L'inaugurazione ...

 
osservatorio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 19, anno 2006)

> ritorna alla pagina precedente
> ritorna alla home page