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Eclisse anulare di Sole a Gandýa (Valencia), Spagna

articolo di Marcelloni Vittorio, Rosoni Stefano, Strologo Stefano

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Avevano detto che una eclisse anulare non fosse affascinante. Poi partire dall'Italia per andare in Spagna! Invece, provare per credere, per noi tre, astrofili marchigiani, Ŕ stata una esperienza bellissima. Pernottato a Sutri (Viterbo) la notte precedente, ci rechiamo verso le 5 del mattino con l'astrofilo Adriano Massatani, ideatore del Sutri Astronomical Observatory, che ci ha organizzato il viaggio, all'aeroporto di Ciampino, dove incontriamo gli altri suoi amici, Melania Reggente di Acilia (RM) e Luciano Scambia di Reggio Calabria, e notiamo molti altri astrofili spuntati da ogni parte che a quell'ora insolita e con il loro immancabile MTO 1000 a tracolla stanno aspettando lo stesso nostro volo. Decolliamo alle 6,50 di sabato 1░ ottobre per atterrare all'aeroporto di Valencia alle 8,55.
Mentre i tre ragazzi del Sutri Observatory se ne vanno con l'economica navetta all'ancor pi¨ economico ostello della giovent¨ a 6 € per notte, noi cinquantenni spendaccioni chiamiamo un taxi e ci facciamo portare in centro, dove su consiglio dell'autista fermiamo una tripla all'Hotel Mediterraneo, per quel giorno e per il lunedý 3 successivo; poi andiamo in giro a fare i turisti. Il pranzo e la cena, bevande incluse, sono assicurati con una spesa tra 9 e 11 €, cosa che in Italia non succede pi¨ neanche alla mensa. Tutto il sabato e la domenica mattina visitiamo la cittÓ, che conta 1 milione di abitanti, molto grande, bella e interessante: Plaša de l'Adjuntamento, con i suoi eleganti palazzi scenografici e la bellissima fontana dall'acqua che cambia continuamente colore, Plaša de Toros (l'arena), Plaša de la Reina, un vero salotto all'aperto, che si chiude con la maestosa facciata di una bellissima e antica chiesa barocca, la CittÓ della Scienza, che meriterebbe un capitolo a parte per quanto Ŕ particolare, e dove incontriamo per caso (il mondo Ŕ piccolo) Annalisa Calamida col suo boyfriend, un'astrofila di Roma laureata in Astronomia, ma senza telescopio - ahi, questo Ŕ grave! - giÓ sentita per e-mail.

Domenica pomeriggio partiamo per Gandia, dove Adriano ed i suoi ci raggiungeranno l'indomani sul presto; Ŕ questa una specie di Rimini spagnola, situata a circa 15 km a nord-est della Central Line e scelta per questa eclisse dalla locale Agrupacion Astronomica de la Saf˛r, che ha organizzato il campo osservativo all'Hotel Bayren, il prestigioso 4 stelle dove siamo alloggiati. ╚ un po' caro, 305 € per una tripla a pensione completa ci sembrano proprio troppi per degli astrofili. Quelli della Saf˛r potevano trovare convenzioni migliori. Gandýa si trova tra Valencia ed il Cabo de la Nao, il promontorio che guarda verso le isole Baleari e verso l'Italia. Il posto Ŕ turistico al mille per mille, e sembra di essere tornati d'un balzo in piena estate. Per noi, giÓ abituati al freddo dei 15 gradi di ottobre, trovarsi immersi, con ovvio stupore, in un ambiente a 28 gradi e vedere che la gente fa il bagno al mare, Ŕ una fantastica sorpresa ed un totale benessere.

Verso sera, prima di andare a letto, un po' di preoccupazione per le condizioni meteorologiche, spazzate via, al nostro risveglio, da un Sole splendente. ╚ lunedý, la direzione del nostro albergo, in cui erano ospiti quasi tutti gli astrofili, ci lascia a disposizione la terrazza dove montiamo i nostri strumenti. Tre telescopi e quattro macchine fotografiche. Poi l'eclisse con le varie fasi tutte rigorosamente registrate, alla fine delle quali riceviamo la visita del Presidente dell'associazione della Saf˛r con la sua famiglia per una foto ricordo, ed esprimiamo i pi¨ vivi ringraziamenti ed il saluto dell'Italia e dell'UAI.
Per quanto riguarda la tecnica delle riprese, mentre Vittorio Marcelloni prende foto di esterni con la digitale, al telescopio ci si divide i compiti per ottenere risultati diversi e con pi¨ varianti possibile: Stefano Rosoni sovraespone senza filtro nella fase centrale, al contatto dei bordi, per fotografare le protuberanze, dietro consiglio di Claudio Balella di Ravenna, anche lui ospite con sua moglie del gruppo della Saf˛r, mentre Stefano Strologo tiene i filtri per l'intero fenomeno. Alla fine il pranzo di gala, durato 4 ore, assieme agli astrofili spagnoli, gente affabile e simpaticissima, mentre i tre ragazzi del Sutri Observatory fanno il bagno al mare dopo un paio di panini. Nel pomeriggio, prima del ritorno a Valencia, osserviamo tutti insieme il Sole con un Coronado messo a disposizione da Claudio Balella di Ravenna, e da bravi spendaccioni, causa bagagli pesanti, anzichÚ col treno torniamo a Valencia in taxi con solo 20 €.

Dopo un'ultima serata di pura nostalgia per le strade di Valencia, per godere ancora di una vacanza regalata tra quei bellissimi monumenti, prepariamo le valigie, e la mattina dopo sul presto siamo in aeroporto dove ritroviamo quasi tutto il popolo del Sole nero, manca solo chi rimane per una settimana. Le ultime formalitÓ di rito, il decollo alle 9,30 ed alle 11,35 siamo di nuovo a Ciampino, dove ci salutiamo e con gli astrofili di Sessa Aurunca auspichiamo che si possa creare tra noi una mailing-.list in italiano riguardante le eclissi. La soluzione ideale potrebbe essere offerta dall'UAI, che crediamo non si farÓ sfuggire l'occasione.
Il rammarico Ŕ l'aver visto troppo poco o quasi niente della Spagna, ma d'altra parte in quei tre giorni non si poteva fare altro, e la soddisfazione Ŕ l'aver conosciuto gente gentilissima e amante dell'Italia come gli spagnoli. Poi l'aver visto il Sole come un anelo, come dicono gli spagnoli. Ora arrivederci per il 29 marzo 2006, forse in crociera, forse nel deserto libico, o … chissÓ.


 
Immagine di Stef...
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osservatorio
Questo articolo Ŕ stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 17, anno 2006)

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