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il Liceo Scientifico "Savoia" all'Osservatorio

di Bignami Francesca

Stasera si va all'osservatorio "P.Senigalliesi", a Pietralacroce, su un'altura che domina il golfo e la città di Ancona. Il cielo non è proprio limpido, ma tra alcune grosse nuvole, nel buio brillano qua e là le stelle. Ci inoltriamo per una stradina sterrata in mezzo ai campi; i fari di un auto rompono il buio e ci aiutano a prendere la direzione giusta! Siamo un gruppo di alunni delle classi 3e del Liceo classico "C. Rinaldini", guidati dal prof. Binnella e dalla prof. Raffaelli, ansiosi di osservare, lontano dalle luci della città e immersi nel silenzio della campagna, un cielo stellato ancora più suggestivo di quanto non siamo abituati a vedere.

Noi studenti, alle prese con i primi, basilari argomenti di geografia astronomica, ci lasciamo indicare le posizioni delle stelle più conosciute, visibili anche ad occhio nudo: Betelgeuse, all'orizzonte, si distingue per la sua luce rossa e, proprio sopra la nostra testa, c'è Cassiopea. Qualche alunno vuole osservare più "da vicino", approfittando dell'occasione straordinaria, la costellazione del proprio segno zodiacale... Tornati seri e compassati, scrutiamo prima ad occhio nudo Giove e Saturno, pianeti che poi osserveremo al telescopio. Ci appaiono come piccoli punti luminosi ma, subito dopo, enormemente ingranditi, ci svelano i loro segreti. Con il telescopio è possibile distinguere gli anelli di Saturno, formati da frammenti di ghiaccio e di roccia dello spessore di qualche centinaia di metri che circondano il disco planetario. Ed ecco Giove: un pianeta enorme, la cui massa è pari al doppio di tutti gli altri pianeti messi insieme, si riconosce la struttura generale a bande chiare e scure, parallele all'equatore, della sommità dell'atmosfera. Ma se noi siamo quì, è soprattutto per osservare la luna; il professore ha aspettato che fosse al primo quarto per evitare che il suo chiarore offuscasse troppo la luce delle stelle, ma ugualmente affascinante! Si distinguono bene crateri, rilievi ed ogni irregolarità della sua superficie rocciosa. E per concludere la serata in bellezza, abbiamo anche la fortuna insperata di poter affidare i nostri sogni a due stelle cadenti!
 

Fotografia
Il Rinaldini all'Osservatorio

Fotografia
Studenti (astronomi) del Rinaldini
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 2, anno 2001)

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