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lezioni di astrofotografia

APPUNTI DI STEFANO STROLOGO - terza puntata

Mi Ŕ stato chiesto di commentare la foto di Saturno che trovate in questa pagina. Purtroppo nell’immagine non sono visibili particolari come la divisione di Cassini; gli anelli sembrano "impastati" e i vari passaggi di stampa non migliorano certo la ripresa originale. Nelle foto planetarie bisogna curare al massimo la messa a fuoco, l’assenza di vibrazioni, la focale adeguata, tipicamente F/d = 100, i tempi di posa, l’inseguimento e la sensibilitÓ delle pellicole.

Per il fuoco corretto, osserveremo l’immagine di una stella luminosa, movendo il fuocheggiatore fino a quando il disco stellare ci appare piccolo e concentrato in un punto. Per evitare le vibrazioni, consiglio la tecnica del "cartoncino". Centrato il pianeta, teniamo con una mano un cartoncino "tappando" l’obiettivo e con l’altra il cavetto per lo scatto. Si preme il pulsante, si aspettano alcuni secondi per smorzare le vibrazioni, si alza il cartoncino; da questo momento inizia l’esposizione, contiamo i pochi secondi necessari, abbassiamo il cartoncino e rilasciamo il pulsante.

Ricaviamo la focale ideale da questa formula: i = (T/f░) - 1, dove i Ŕ l’ingrandimento, T il tiraggio, ovvero la distanza tra l’oculare e il piano pellicola, f░ Ŕ la focale dell’oculare impiegato. Buoni rapporti sono quelli compresi tra F/d 50 e F/d 150: la focale risultante sarÓ data da quella originale dello strumento moltiplicata per l’ingrandimento desiderato.
Per i tempi di posa bisogna attenersi alla seguente formuletta: T = (F*F)/(ISO*B). F sta per rapporto focale, ISO esprime la sensibilitÓ della pellicola e B rappresenta il coefficiente relativo all’oggetto fotografato. Per Venere B = 2000, per Marte B = 120, Giove = 25, Saturno = 10, Urano = 2.5.

Saturno
Questo articolo Ŕ stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 7, anno 2002)

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