home page - novità - mappa - link AMA - Associazione Marchigiana Astrofili - Ancona

lezioni di astrofotografia

APPUNTI DI STEFANO STROLOGO - seconda puntata

Coloro che intendono iniziare la fotografia astronomica, troveranno in queste righe alcuni validi consigli, dettati dalla pratica unita all’esperienza sul campo.

Finalmente le serate diventano tiepide; quale migliore occasione per riprendere i più noti oggetti del sistema solare! Venere, Marte, Saturno e Giove si prestano a riprese particolareggiate e a largo campo, uniti ad elementi del paesaggio naturali o artificiali.

Prendete la vostra reflex possibilmente con obiettivi a focale fissa compresi tra i 24 e i 200 mm; anche gli zoom vanno bene, ma hanno troppe lenti e bassa luminosità relativa. La ghiera dei tempi di posa dovrà avere la posa "B" (saremo noi a decidere quanto tempo l’otturatore rimarrà aperto); poi un cavetto con vite di blocco per evitare dannose vibrazioni; un cavalletto robusto dotato dei tre movimenti azimuth, altezza e inclinazione; una pellicola di sensibilità medio-alta. Composta l’inquadratura, iniziamo le pose, che per oggetti celesti alti poco sopra l’orizzonte possono essere di 20 sec. con un 24mm e 10 sec. con il classico 50mm, tempi massimi da utilizzare per avere immagini puntiformi. Posizioniamo la ghiera dei diaframmi a tutta apertura, tipicamente 1.4 – 2 – 2.8 solo con il cielo molto buio, senza Luna e lontano dalle luci artificiali, altrimenti meglio chiudere di uno o due stop.

La primavera 2002 è stata segnata dal passaggio della cometa Ikeya-Zhang; purtroppo sono state poche le serate dedicate all’osservazione ed alle riprese, causa le avverse condizioni atmosferiche. La cometa ha raggiunto la III magnitudine, si è resa visibile ad occhio nudo a fine marzo e inizi aprile. Essa prende il nome dai due osservatori, il giapponese Karou Ikeya e il cinese Daqing Zhang, che il 2 febbraio di quest’anno l’ hanno scoperta. Essendo una cometa di recente scoperta, i parametri orbitali sono poco precisi. È stata messa in relazione con la cometa del 1661 o con la cometa osservata in Cina nel 1532: si stima perciò che il suo periodo di rivoluzione sia compreso tra i 300 e i 500 anni.

Noi dell’A.M.A. e del Gruppo Astrofili del D.L.F. siamo andati, la settimana precedente la Pasqua, al Ghettarello e al Poggio, dove è stato facile trovare posti relativamente bui, e l’abbiamo vista anche a occhio nudo, come una tenue macchiolina sfumata. Con un binocolo invece era possibile distinguere la chioma e la coda. La sera del 5 aprile è transitata nei pressi della Galassia di Andromeda e il 25 vicino alla stella "granata" di Herschel.

Vediamo quali accorgimenti servono per realizzare foto cometarie: se usiamo un cavalletto non potremo allungare la posa oltre i venti, trenta secondi, pena un mosso inaccettabile dovuto alla rotazione terrestre. Dovremo posizionare la fotocamera su un telescopio dotato di moto siderale; questo ci permetterà di protrarre le pose per diversi minuti, consentendoci di registrare particolari che difficilmente osserviamo in un binocolo, ad esempio la coda, filamenti e deboli oggetti nel campo inquadrato.

Cometa Ikeya-Zhang
La Ikeya-Zhang ripresa dal Poggio
Questo articolo è stato pubblicato sul giornalino Pulsar (numero 6, anno 2002)

> ritorna alle lezioni di astrofotografia
> ritorna alla home page