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di Massimo Morroni (2011)
Il quotidiano anconitano "Voce Adriatica" si interessò al fenomeno astronomico durante il periodo compreso tra il 4 ed il 19 febbraio, cioè da undici giorni prima dell'eclissi a quattro giorni dopo. Contemporaneamente il giornale ospitò anche articoli di carattere astronautico, informando riguardo agli esperimenti che si stavano conducendo per lanciare l'uomo nello spazio e le sonde automatiche verso altri pianeti. Infatti, esattamente due mesi dopo, il 12 aprile, Gagarin sarebbe stato il primo uomo a volare nello spazio. Il 12 febbraio, invece, avvenne il lancio della sonda sovietica Venera 1, la prima vera sonda interplanetaria, che il 19-20 maggio entrò poi in un'orbita eliocentrica.

Il primo articolo uscì quindi il 4 febbraio, non nelle pagine locali, ma in quella delle Notizie della notte, l'ultima del giornale, come articolo di spalla. Il servizio proveniva da Imperia: in esso si dava il primo annuncio dell'eclissi, definita "eccezionale fenomeno", e si informava, infatti, di un Centro per il suo studio installato ad Imperia sotto la direzione del professor Cimino. Riprendendo un testo dell'Ansa, si riportava una dichiarazione del professore stesso, direttore dell'Osservatorio meteorologico ed astrofisico di Roma. Egli motivava la scelta di Imperia dovuta alla limpidezza della sua atmosfera. Perciò vi erano stati portati gli strumenti necessari all'osservazione, il più importante dei quali era costituito da una "camera orizzontale Askania", che fu costruita espressamente per lo studio dell'eclissi. Aveva una lunghezza di 5 metri, un obiettivo di 15 centimetri, con un celostato provvisto di uno specchio di 30 centimetri. Il celostato è una combinazione di specchi piani, che ha il compito di riflettere la luce solare sempre nella stessa direzione, in tutte le ore del giorno. Con esso si possono ottenere fotografie a grande scala della corona solare. Inoltre era stato portato ad Imperia un coronografo, con montatura equatoriale e filtro interferenziale, adatto per la fotografia della cromosfera e delle protuberanze solari.
Erano attesi numerosi scienziati da tutte le parti del mondo, recanti altre attrezzature: ad esempio il professor Ohman dell'Osservatorio di Stoccolma, due scienziati dell'Osservatorio di Parigi, il professor Hensel dell'Osservatorio di Harvard con camere fotografiche. Lo stesso Osservatorio di Imperia, diretto da Aldo Amadeo, avrebbe fornito il suo contributo mediante i suoi "moderni impianti di studio". L'articolo era accompagnato dalla foto di un'eclissi totale solare.
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