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a cura di Alessandro Marini
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Ad Ancona e nei dintorni, oltre alle spedizioni scientifiche giunte appositamente da vari osservatori astronomici professionali, migliaia furono i curiosi, come documentato dai quotidiani locali. Scrive lo storico locale mons. Mario Natalucci, noto ad Ancona con il soprannome di Babilò: Un avvenimento, che per la sua rarità e importanza, ha suscitato grande interesse in tutta la popolazione, è stato quello dell'eclissi di sole, che per l'Italia non si ripeteva dal 1842. Alle ore 8,30 circa del 15 febbraio 1961, nel cielo tesissimo, il disco lunare ha coperto interamente il sole, intorno a cui appariva la corona luminosissima. Tutti hanno potuto osservare questo meraviglioso spettacolo della natura, nel più profondo silenzio. Il paesaggio notturno rivelava la luce dei pianeti Giove e Saturno, di stelle e costellazioni (M.Natalucci: La Vita Millenaria di Ancona, ed. Canonici. 2000) Il Natalucci ritiene quindi degno di nota nella storia di Ancona e degli anconetani l'emozionante evento astronomico dell'eclissi. Ecco le testimonianze dei nostri soci storici, che hanno avuto l'opportunità di ammirare questo spettacolo e molti dei quali all'epoca non erano ancora "astrofili". "Fu proprio quell'occasione che spinse gli appassionati di astronomia a costituire un'associazione, come punto di partenza per la realizzazione di un piccolo osservatorio astronomico su una delle colline nei dintorni di Ancona" dice Mario Veltri. "L'idea maturò e si concretizzò qualche anno più tardi e ancora oggi svolge un ruolo fondamentale per la diffusione dell'astronomia nella nostra città" Così ricorda la sua esperienza Carlo Rinaldo: "Ero ad Ancona, vicino al vecchio faro, sopra il Campo degli Ebrei. Ricordo la luce che diventava sempre più grigia mentre una scolaresca si dava da fare con termometri, fotocamere e taccuini: poi la sventata gelida, l'oscurità e la corona solare. Non credo di aver osservato le stelle, troppo preso dalla corona e dal paesaggio. Un ricordo curioso è legato ai polli che il guardiano del faro e i suoi figli, miei amici, tenevano in una stia. Una gallina che era uscita a razzolare si era bloccata con una zampa sollevata, girando il capo a destra e a sinistra con un coo.. coo.. che secondo me voleva dire: 'Ma oggi si va a letto senza cena?' " Comincia scherzando, come al solito, Massimo Morroni: "Sono molto giovane e non posso avere ricordi così lontani..." e prosegue: "Il maestro di quinta elementare ci spiegò il fenomeno e ci condusse a Piazzanova, i giardini pubblici di Osimo, per l'osservazione, fatta con i vetrini affumicati. Mi è rimasto impresso il gran silenzio che ci fu al momento centrale dell'eclissi. Ricordo ancora le immagini viste in televisione, la sera stessa: le galline che andavano a dormire e gli altri animali che sembravano frastornati."
Stefano Rosoni, oggi "cacciatore" di eclissi che fa di tutto per
non perdersene una in giro per il mondo, dice: "Avevo compiuto 7 anni da pochi giorni quando quella mattina feci la
scoperta dell'Astronomia con la mia prima eclisse di Sole, e
proprio dal cortile di casa, che per l'occasione si era riempito di vicini
e curiosi, tutti armati di cavalletti e svariate attrezzature ottiche e
fotografiche.
Io tiravo la giacca a tutti, chiedendo di far vedere per un momento anche
a me, ingrandito dal telescopio, quel fenomeno straordinario e mai visto,
che ad occhio nudo risultava troppo piccolo per poterlo osservare bene, ma
invano: erano tutti troppo occupati, e il tempo tiranno, sempre così
scarso, non lo avrebbe consentito. Da quel giorno il desiderio di
rivederla non mi ha mai abbandonato.
Anche se sono passati ormai 50 anni, ricordo come se fosse ieri l'emozione
che, ancora bambino, provai in quei pochi istanti di repentino calo della
luce e di stupore assoluto, nella scoperta e nella fugacità dell'eclisse
vera e propria, quando il disco nero della Luna avanzava lentamente
davanti al disco accecante del Sole fino a coprirlo completamente,
rendendo visibile per circa due minuti l'eterea corona. Vittorio Marcelloni racconta: "Ero a Monte Conero, ricordo il via vai di astronomi e il gran freddo; poi, al momento della totalità, il buio: nel 2006 ho partecipato al viaggio in Egitto per vedere un'altra eclissi totale, ma è stata meno scura di quella del '61". Fabio Massimo Frittella, autore della foto a destra: "Sono passati molti anni, ma è ancora vivissimo in me il ricordo di quel giorno. Ero a Bologna su una collinetta nei pressi della Stazione. Poco prima del momento del massimo oscuramento, iniziarono ad abbaiare tutti i cani che erano nei paraggi. Si alzò improvvisamente un vento piuttosto forte, tutto divenne scuro e comparve la corona solare. Indimenticabile l'emozione!"
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![]() ![]() Il libro di Mario Natalucci La Vita Millenaria di Ancona con la foto dell'eclisse ![]() Vittorio Marcelloni e Stefano Rosoni a Gandia (Spagna) per l'eclisse anulare del 2005 ![]() La foto di Fabio Massimo Frittella |