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luminosità e magnitudineLuminosità apparenteGià gli antichi greci avevano classificato le stelle da quelle di 'prima grandezza', le più luminose che per prime comparivano al crepuscolo, a quelle di 'sesta grandezza', le più deboli visibili ad occhio nudo. In seguito il termine 'grandezza' fu sostituito dal termine 'magnitudine' per non creare confusione con la grandezza geometrica e la scala venne ricalcolata sulla base di misure fotometriche, estendendola oltre la magnitudine 6 per le stelle invisibili ad occhio nudo e al disotto della magnitudine 1 (zero e numeri negativi) per gli astri più luminosi. Minore è la magnitudine, maggiore è la quantità di luce: passando da magnitudine 6 a magnitudine 1 la luminosità aumenta di 100 volte. Con i moderni telescopi si possono osservare stelle con magnitudine superiore a 30, cinque miliardi di volte più deboli di quelle di sesta grandezza. Per luminosità apparente si intende la quantità di luce che riceviamo nel nostro punto di osservazione sulla Terra; essa dipende da due fattori: la luminosità effettiva della stella e la sua distanza da noi, in quanto la quantità di luce che riceviamo diminuisce con l'aumentare della distanza, per l'esattezza è inversamente proporzionale al quadrato della distanza. Luminosità assolutaLa magnitudine assoluta è stata definita
come magnitudine apparente delle stelle se fossero tutte poste alla distanza di
10 parsec (32,6 anni luce). |
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