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18 - LE STELLELe stelle visibili ad occhio nudo sono poco più di 5.000,
circa 2.500 per ogni emisfero. I CONNOTATILe caratteristiche delle stelle variano moltissimo da una all'altra:
La distanza delle stelle più vicine può essere misurata con il metodo della parallasse. STRUMENTI DI INDAGINEIl fotometro è uno strumento che applicato al telescopio misura la quantità di luce ricevuta da una stella. La luce viene misurata a più riprese, usando filtri di colore diverso; in questo modo si possono ottenere informazioni più accurate sulla temperatura e sul tipo spettrale.
TERMOMETRO COLOREScaldando un pezzo di ferro lo vediamo diventare rosso, giallo, bianco, bianco azzurro: si tratta della cosiddetta radiazione di corpo nero. Allo stesso modo il colore delle stelle dipende dalla temperatura degli strati superficiali.
Dall'analisi delle righe spettrali si può dedurre anche la luminosità assoluta, dalla quale, misurando la luminosità apparente, si può calcolare la distanza: è il metodo della parallasse spettroscopica (diagramma Herzsprung-Russell). Dall'intensità delle righe si é dedotto che tutte le stelle hanno all'incirca la stessa composizione: 70% di idrogeno, 28% di elio e 2% di altri elementi più pesanti; la composizione di questo 2% può essere molto diversa da una stella all'altra. Un'altra relazione teorizzata da Eddington lega la luminosità alla massa, nel senso che le stelle più massicce debbono essere più luminose. Entrambe le relazioni derivano dal fatto che le stelle più massicce debbono produrre più energia per mantenersi in equilibrio vincendo la pressione degli strati più esterni. Si tratta di due strumenti, che uniti alle informazioni spettroscopiche, sono fondamentali nello studio della struttura e dell'evoluzione delle stelle. STELLE DOPPIE
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Una buona percentuale di stelle vivono accoppiate gravitazionalmente, anche a gruppi di tre o più. Quelle così vicine da non potersi separare col telescopio possono essere individuate tramite l'effetto Doppler delle righe spettrali. |
La luminosità di alcune stelle presenta delle variazioni, che
possono essere occasionali oppure più o meno regolari: sono le stelle
cosiddette variabili.
Tra le variabili regolari la categoria più interessante è quella
delle cefeidi, così chiamate perché la prima ad essere scoperta fu Delta
Cephei. Il periodo di queste stelle, tra il massimo e il minimo di luminosità,
è costante e può durare da 1 a 50 giorni; si è scoperto che esiste una
precisa relazione tra periodo e luminosità, nel senso che quelle con il ciclo
più lungo sono anche quelle più splendenti. L'importanza di queste stelle
deriva dal fatto che una volta misurato il periodo siamo in grado di conoscere
la magnitudine assoluta: confrontando questa con la magnitudine apparente è
facile calcolare la distanza dell'astro.
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