13 - SATURNO
Saturno è l'ultimo dei pianeti visibili ad occhio nudo e
conosciuti fin dall'antichità.
E' un po' più piccolo di Giove ed essendo anche
molto più lontano dalla Terra appare meno luminoso: brilla comunque come una
stella di prima grandezza, con una luce dal colore indefinibile. L'uso del
telescopio ce lo mostra come il più bel pianeta del Sistema Solare: infatti la
vista di Saturno circondato dai suoi anelli è uno spettacolo sorprendente.
Già
Galileo col suo semplice strumento aveva notato, nel 1610, che in certi periodi
Saturno aveva come due stelline ai due lati opposti: poteva trattarsi di
satelliti ma non si notava alcun movimento. Fu Christian Huygens che nel 1655,
con uno strumento migliore, comprese di cosa si trattava e così scrisse:
"Saturno è circondato da un anello piatto e sottile che non tocca il globo
del pianeta in alcun punto ed è inclinato sull'eclittica".
Venti anni dopo
Gian Domenico Cassini identificò nell'anello una divisione che prese il suo
nome; ora gli anelli erano due, A e B; in seguito ne furono individuati altri
due ed ora, dopo le esplorazioni delle sonde, se ne contano di più che in un
microsolco. In un primo tempo fu creduto che si trattasse di anelli solidi ma in
seguito fu chiaro che ciò non era possibile: le forze mareali di Saturno
avrebbero disgregato qualsiasi tipo di materiale. Oggi sappiamo che gli anelli
sono sottilissimi, con uno spessore di circa un km, e sono formati da una
miriade di particelle con diametri da un centimetro a dieci metri. Poiché la
loro superficie è ghiaccio d'acqua si pensa che si tratti di frammenti solidi
ricoperti di ghiaccio. Gli anelli non sono tutti paralleli tra di loro: si
notano in alcuni casi degli intrecci tra i solchi, che potrebbero derivare da
interazioni gravitazionali tra le particelle che li compongono ed alcuni
satelliti del pianeta, i cosiddetti "satelliti pastore", che con la
loro attrazione impediscono l'allontanamento casuale delle particelle stesse. Tutte le particelle che costituiscono gli anelli orbitano intorno a Saturno in
accordo con la terza legge di Keplero integrata con la legge della gravitazione
di Newton. Questo significa che i più vicini ruotano in meno di 8 ore mentre i
più lontani in più di 14 ore: siccome Saturno ruota su se stesso in circa 10
ore ne consegue che dalla sua superficie si vedrebbero gli anelli più interni
ruotare da ovest ad est e quelli esterni da est ad ovest.
Così Paolo Maffei immagina la visione da Saturno nel suo libro
"Al di là della Luna":
L'osservazione degli anelli di Saturno, anche
mediante un telescopio modesto, è uno spettacolo indimenticabile. Eppure quella
visione è ben poca cosa in confronto allo spettacolo che si dovrebbe ammirare
da Saturno. Quegli archi immensi, con varie sfumature di colore, di luminosità,
di trasparenza, lanciati nel cielo e interrotti parzialmente dall'ombra del
pianeta, devono costituire una visione al tempo stesso impressionante e
meravigliosa. Col trascorrere dell'anno di Saturno le condizioni di
illuminazione cambiano e gli anelli appaiono diversi, così come si mostrano di
diverso aspetto, fino a sparire completamente, a un osservatore che si sposti su
Saturno, dalle regioni polari a quelle equatoriali: uno spettacolo stupendo, che
forse non sarà mai ammirato da alcun essere vivente.
A causa delle diverse
inclinazioni del piano degli anelli e del piano delle orbite di Saturno e
terrestre, dalla Terra gli anelli possono essere visti da una parte e dall'altra
e per un breve periodo anche di profilo, quando praticamente spariscono alla
vista. I cicli si alternano con la cadenza di 16 e 14 anni, e ciò spiega le
difficoltà incontrate dai primi osservatori nel determinarne la vera natura.
L'ASPETTO DI SATURNO
Saturno mostra delle bande superficiali
analoghe a quelle di Giove benché meno evidenti. Dal loro movimento è stato
calcolato il periodo di rotazione, che varia dalle 11 alle 10 ore passando dai
poli all'equatore a causa di forti venti rilevati dai Voyager e dovuti anche qui
al calore interno di Saturno, che irradia anch'esso in quantità due o tre volte
superiore a quello ricevuto dal Sole. Nel dicembre del 1994 il telescopio
spaziale Hubble ha fotografato un ciclone equatoriale grande come la Terra, con
venti fino alla velocità di 1.600 km/h. Anche la composizione dell'atmosfera è
simile a quella di Giove: 94% di idrogeno, 6% di elio con una certa quantità di
metano ed ammoniaca, alla temperatura di -150°. Il pianeta ha una bassa
densità (0,690) per cui, essendo più leggero dell'acqua, galleggerebbe se
potessimo metterlo in un oceano abbastanza grande.
I SATELLITI DI SATURNO
Saturno ha più satelliti di Giove, non sappiamo
esattamente quanti. Il più importante è Titano, che con un diametro di 5.150
km é più grande di Mercurio; é avvolto in una atmosfera con veli, foschie e
nubi. E' stato scoperto da Huygens nel 1655; recentemente la sonda
Cassini-Huygens é entrata in orbita intorno a Saturno e il giorno di Natale del
2004 ha lanciato il modulo Huygens verso la sua superficie. Questa sonda è
scesa rallentata dai paracadute ed ha toccato il suolo prendendo numerose foto
della superficie, composte poi in un mosaico, che è stato rielaborato in una
visione realistica del panorama. Titano è uno dei corpi celesti più simili
alla Terra: ha un diametro di quasi la metà di quello terrestre, ha
un'atmosfera più densa con venti fino a 400 km/h, ha massicci montuosi e valli.
Però l'atmosfera è composta di azoto e idrocarburi, che danno la colorazione
rossastra; le valli sarebbero state scavate in passato da fiumi di metano, qui
liquido dato che la temperatura è di 180° sotto zero; quelli che, fotografati
da vicino, sembrano sassi sono probabilmente ghiaccio di idrocarburi, acqua e
azoto.

Caratteristiche degli altri satelliti:
Gli altri satelliti sono
tutti molto più piccoli: il maggiore è Rea, con un diametro di 1530 km; tra
gli altri Encelado è interamente coperto di ghiaccio, Mimas presenta un enorme
cratere, Dione e Giapeto hanno
emisferi di diversa luminosità; in particolare Giapeto, reso famoso dal film
2001 - Odissea nello spazio, ha un emisfero che riflette la luce in quantità 10
volte maggiore dell'altro. Nei satelliti fotografati dalle sonde sono stati
rilevati quasi sempre crateri da impatto; alcuni satelliti hanno densità molto
bassa e potrebbero essere formati da ghiaccio d'acqua.

Rhea e Dione |

Encelado |

Mimas |
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