11 - MARTE
Marte è il primo dei pianeti esterni, con orbita più ampia di
quella terrestre.
La sua distanza dalla Terra è minima quando si trova in
opposizione al Sole, cioè quando la Terra transita tra il Sole e Marte; in
questi casi si ha la massima visibilità in quanto il pianeta mostra un diametro
maggiore ed è pienamente illuminato. Siccome l'orbita di Marte è piuttosto
eccentrica, non tutte le opposizioni sono uguali: la distanza da noi può
variare da 56 a 100 milioni di km. L'ultima opposizione favorevole, con Marte
all'afelio, si è verificata nell'estate del 2003. Marte compie la rivoluzione
in 687 giorni e la rotazione in circa 24 ore e mezzo.
Il diametro, 6.800 km, è
poco più della metà di quello terrestre.
Anche Marte, come la Terra, ha l'asse di rotazione inclinato
sul piano orbitale di oltre 20°, causa questa dell'avvicendarsi delle stagioni.
Le differenze di temperatura sono più accentuate nell'emisfero australe perché
Marte si trova all'afelio quando lì è inverno e al perielio quando è estate.
Anche ad occhio nudo Marte appare di un colore rossiccio, che è dovuto
all'abbondanza di ossidi metallici sulla sua superficie; questa abbondanza si
accorda con la mancanza di ossigeno nell'atmosfera: questo gas è rimasto
intrappolato nei minerali. L'osservazione di Marte al telescopio ha mostrato
alcune variazioni stagionali: le calotte polari ghiacciate (CO2 e H2O), che
aumentano e diminuiscono e le zone scure che cambiano colore col passare delle
stagioni. Quest'ultimo fenomeno aveva fatto pensare ad una forma di vita
vegetale, ma le recenti esplorazioni non ne hanno dato conferma; potrebbe
trattarsi di reazioni chimiche.

Nel 1877 l'astronomo di Brera Luigi Schiaparelli
osservò i famosi "canali, delle sottili linee che collegavano le aree
oscure ad altre piccole macchie dette "oasi". Molti pensarono ad opere
di irrigazione effettuate da una civiltà marziana; oggi abbiamo la prova che
tali opere non esistono e che la visione di linee regolari è dovuta ad un
effetto psicologico.
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Il pianeta ha due piccoli satelliti,
Phobos e Deimos con diametri di circa 15 km; per Phobos, il più
vicino e molto leggero, si era ipotizzato che potesse trattarsi di un
satellite artificiale messo in orbita da una antica civiltà; l'ipotesi è
stata demolita dalle foto delle sonde Mariner. |
L'ATMOSFERA DI MARTE
La gravità è un terzo di quella terrestre e
l'atmosfera, 96% di CO2 e priva di ossigeno, è molto più rarefatta di quella
terrestre: la pressione a livello del suolo è appena di un centesimo di bar.
Negli strati più bassi sono presenti piccole quantità di vapor acqueo. Nelle
zone tropicali la temperatura varia tra i 25° e i -30° C.
Intorno alla calotta
polare meridionale, quella con maggiore escursione termica, si generano d'estate
dei venti fino a 400 km/h che provocano tempeste di polvere su tutto il pianeta
(vedi l'immagine a destra).
LA SUPERFICIE DI MARTE
La superficie di Marte presenta almeno 10.000
crateri.  I
vulcani, ormai spenti, sono molto estesi e poco inclinati. Può
dipendere dal fatto che la crosta non è divisa in zolle come sulla Terra e non
è soggetta a spostamenti per cui la lava può continuare ad uscire per molto
tempo sempre dallo stesso punto allargandosi tutto intorno. Il vulcano più
vistoso è il Monte Olimpo: diametro 500 km e altezza 27.000 metri.
Ci sono
anche varie zone pianeggianti, la maggiore è la Pianura Hellas, diametro 1.600
km, forse originata dall'impatto di altro corpo. Evidentissima la Valles
Marineris lunga oltre 5.000 km e profonda mediamente 6 km: è 100 volte maggiore
del Grand Canyon del Colorado; potrebbe essere formata per sollevamento di una
parte della crosta marziana.
L'acqua è attualmente presente nelle calotte
polari e nella bassa atmosfera ma sul suolo ci sono segni evidenti di antichi
fiumi e bacini. E' possibile che in passato ci sia stata più acqua che sulla
Terra, considerato il minor riscaldamento da parte del Sole. Una grande
quantità di questa acqua potrebbe essere rimasta congelata sotto la superficie
come permafrost.
La vita sarebbe comunque molto difficile per la mancanza di
acqua liquida e anche per le radiazioni solari e cosmiche, che non sono
schermate sufficientemente dall'atmosfera e non sono deviate da un campo
magnetico.
L'ESPLORAZIONE DI MARTE
I primi successi furono quelli del Mariner 4 nel
1965, poi Mariner 6 e 7 dopo 4 anni e Mariner 9 nel 1971. Queste sonde
orbitavano intorno a Marte eseguendo rilievi principalmente fotografici. I
Viking 1 e 2 che raggiunsero Marte nel 1976 erano formati da 2 moduli: l'Orbiter
che effettuava rilievi dall'alto e il Lander che si posava sul suolo per
compiere esperimenti biochimici alla ricerca di tracce di vita, che non furono
trovate.

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Il Mars Pathfinder ha toccato il suolo il 4 luglio
1997 - Independence Day - attutendo l'urto con degli airbag e rilasciando
in seguito il veicolo Sojourner che con le sue 6 ruote ha esplorato il
terreno circostante. |
Mars Odissey lanciato nel 2001 sta tuttora effettuando rilievi
dalla sua orbita.
 Spirit e
Opportunity sono due piccoli veicoli su ruote sbarcati
su Marte nel 2004, aiutati da paracadute ed airbag, I due robot hanno inviato
dati dai quali si deduce che il pianeta rosso tre-quattro miliardi di anni fa
era un ambiente umido e per un certo periodo ha mantenuto le condizioni ideali
per la vita. Nell'aria c'è ancora vapore acqueo e al mattino spesso Spirit era
ricoperto di ghiaccio.
Nel 2003 Mars Express, la prima missione dell'ESA - Agenzia
Spaziale Europea - che con uno spettrometro italiano sonda il sottosuolo alla
ricerca di acqua: ha rilevato ghiaccio e vapore. Nel marzo 2006 arriverà in
orbita, a bordo di una sonda NASA, il radar italiano Sharad per la ricerca di
acqua fino a qualche centinaio di metri sotto la superficie.
La NASA conta di portare i primi
astronauti su Marte intorno al 2020-2025. Alcuni ricercatori stanno progettando
il modo di rendere il pianeta abitabile mediante la creazione di un'atmosfera,
che causerebbe un aumento della temperatura permettendo la crescita di vegetali.
Si tratta di progetti dal costo elevatissimo e per ora non se ne prevede
l'attuazione.
La faccia di Cydonia
Nella zona di Cydonia il Viking 1 ha
fotografato una formazione con le sembianze di una faccia umana, il che ha
scatenato molte fantasie sulla presenza di vita intelligente. Le foto più
dettagliate delle missioni successive hanno dimostrato che si tratta di naturali
irregolarità del terreno.
 
VITA NEL SISTEMA SOLARE?
La possibilità dell'esistenza di forme di vita è stata in
passato esaminata e sperata per i due pianeti più simili alla Terra, Venere e
Marte. Le conoscenze attuali ci inducono al pessimismo, principalmente per la
mancanza di acqua. Le prove dell'esistenza passata di grandi quantità di acqua
su Marte hanno fatto avanzare l'ipotesi che sui pianeti più vicini al Sole ci
possa essere un'evoluzione nella quale la Terra si trovi attualmente a metà
strada tra Venere e Marte: su Venere la vita potrebbe sbocciare in futuro mentre
su Marte si sarebbe già estinta.
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