10 - MERCURIO E VENERE
I Pianeti più vicini al Sole sono detti terrestri perché la
loro costituzione è simile a quella della Terra: sono solidi e di dimensioni
contenute rispetto ai pianeti esterni, i cosiddetti "giganti gassosi".

Il Sole e i pianeti "terrestri": Mercurio, Venere, la Terra con la
Luna, Marte
I due pianeti la cui orbita è interna rispetto all'orbita
della Terra sono Mercurio e Venere.
MERCURIO
Mercurio è il pianeta più vicino al Sole intorno al quale
orbita in 116 giorni. Visto dalla Terra appare sempre vicino al Sole e può
essere visto a occhio nudo soltanto per pochi giorni nei periodi delle sue
massime elongazioni.
Mercurio, come Venere, è un pianeta interno per cui non si
trova mai dalla parte opposta al Sole. Può trovarsi in congiunzione, superiore
quando è al di la del Sole e inferiore quando si trova tra il Sole e la Terra.
Tra queste due fasi ci sono due punti di massima elongazione, quando è massima
la distanza angolare dal Sole. In queste occasioni Mercurio può essere scorto,
basso sull'orizzonte, al crepuscolo quando tramonta dopo il Sole o all'alba
quando sorge prima. Essendo molto basso l'osservazione è breve e difficile.
Usando strumenti ottici si preferisce osservarlo in pieno giorno, quando è più
alto nel cielo. Al telescopio sono evidenti le fasi, simili a quelle della Luna
e anche di Venere. Il periodo di rotazione è stato precisato dalle ultime
osservazioni, radar e sonde planetarie, in quasi 59 giorni.
Mercurio ha un
diametro poco più grande di quello della Luna e una massa quattro volte
superiore (poco più di un ventesimo della massa terrestre), nell'immagine a
fianco le sue dimensioni sono confrontate con quelle della Terra. A causa della
vicinanza del Sole e della piccola massa non ha potuto trattenere un'atmosfera:
questo fatto, oltre alla forte radiazione solare, fa si che Mercurio sia il
pianeta con le più forti escursioni termiche: da 430°, sufficiente a fondere
il piombo, a -160°. In queste condizioni è escluso che ci possa mai essere
stata vita di qualsiasi tipo.
 La
superficie di Mercurio, esplorata accuratamente dalla sonda Mariner 10, è
risultata simile a quella della Luna, con montagne, crateri e pianure. La
pianura Caloris, la più grande del pianeta, si è formata per la caduta di un
enorme meteorite e per la successiva solidificazione delle rocce fuse. Si
distinguono due anelli concentrici, quello interno del diametro di 1.300 km,
dell'altezza di 3.000 metri. L'impatto
è stato tanto violento che le onde sismiche propagatesi attraverso il globo
hanno creato delle formazioni collinose nell'emisfero opposto. Una delle ultime
scoperte riguarda la presenza di ghiaccio in prossimità dei poli, cosa che
sembra incredibile data l'alta temperatura. Il ghiaccio però si sarebbe
mantenuto per miliardi di anni all'interno di profondi crateri dove non arriva
mai la luce del Sole.
VENERE
Venere è il secondo pianeta interno, che orbita tra Mercurio e
la Terra in 225 giorni ed é anche quello che più si avvicina a noi nel punto
della congiunzione inferiore: 41 milioni di km pari alla differenza tra le
distanze dal Sole della Terra e di Venere; nella congiunzione superiore la
distanza sale a 108 milioni di km pari alla somma delle due distanze. Questa
notevole variazione della distanza comporta una corrispondente variazione della
grandezza visuale, da 10" di arco a 60", che unita alla variazione di
forma in corrispondenza delle varie fasi produce una continua variazione della
brillantezza del pianeta. Poiché il suo disco è pieno quando è alla massima
distanza mentre alla minima distanza è soltanto una falce sottilissima, la
massima luminosità viene mostrata quando Venere si trova vicino alla fase del
quarto. A questo punto Venere è l'astro più brillante del cielo dopo il Sole e
la Luna, 6 volte più luminoso di Giove e 15 volte più di Sirio, la stella più
brillante del cielo; il pianeta può anche essere visto a occhio nudo in pieno
giorno.

Come Mercurio, anche Venere non può mai trovarsi dalla parte opposta al
Sole rispetto alla Terra e, benché se ne allontani maggiormente verso Est e
verso Ovest, può essere vista ad occhio nudo soltanto il mattino se sorge prima
del Sole o alla sera se tramonta dopo. Per questo nell'antichità si riteneva
che si trattasse di due corpi diversi, chiamati "stella del mattino" e
"stella della sera".
Venere ha dimensioni e massa simili a quelle
della Terra per cui nel XVIII secolo era considerato un pianeta gemello: le
osservazioni successive e le recenti esplorazioni con sonde automatiche hanno
messo in evidenza differenze notevoli. Intanto l'aspetto visuale: le nubi di
Venere avvolgono interamente il pianeta e ne nascondono completamente il suolo.
Le nubi hanno una struttura a bande e ruotano intorno all'equatore in 4 giorni
alla velocità di 400 km/h: le masse più calde si spostano verso l'emisfero
più freddo dove il calore viene disperso. L'atmosfera è costituita per il 90%
di anidride carbonica, con una pressione a livello del suolo 90 volte maggiore
di quella terrestre; l'abbondanza di CO2 produce anche un tale effetto serra da
mantenere la temperatura superficiale tra i 350° e i 500° centigradi. Di
Venere esistono soltanto mappe radar riprese dalle sonde planetarie, l'ultima la
Magellano, attiva dal 1990 al 1994. Sul suolo sono state individuate vaste
pianure ed altopiani, catene montuose fino all'altezza di 11.000 metri, vulcani
e numerose formazioni laviche, che in passato hanno modellato la superficie.
Sono presenti anche crateri da impatto di data relativamente recente (centinaia
di milioni di anni); mancano quelli di piccole dimensioni, probabilmente perché
la densa atmosfera brucia i meteoriti più piccoli prima di toccare il suolo.

Le nubi di Venere |

Mappa radar del pianeta |
Perché Venere è cosi diversa dalla Terra? Si ritiene che all'epoca della
formazione del Sistema solare Venere e Terra avessero un ambiente simile, con
atmosfera ed oceani. In seguito, quando il Sole aumentò la produzione di
calore, su Venere vi fu una maggiore evaporazione che per effetto serra aumentò
ancora di più la temperatura: l'anidride carbonica fu rilasciata dai composti
solidi (carbonati) rinforzando ancora l'effetto serra finché l'acqua evaporò
completamente venendo poi scissa in idrogeno e ossigeno dai raggi ultravioletti
del Sole.
|
|
 |
|
Mercurio
|
| |
|
|
Venere
|
|