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9 - LA LUNA

I Pianeti sono corpi che orbitano intorno ad una Stella mentre i Satelliti sono corpi orbitanti intorno ad un Pianeta. Pianeti e satelliti non brillano di luce propria ma vengono illuminati da una stella. Nel caso del pianeta Terra l'unico satellite è la Luna. La Luna ha un diametro di circa 3.500 km, che corrisponde a quello della Terra diviso 3,6: è un satellite gigante in proporzione a quelli degli altri pianeti. La distanza dalla Terra è di 384.000 km, circa dieci volte il giro del mondo all'Equatore. La Luna è l'oggetto più imponente del cielo notturno: quando é visibile anche di giorno la sua importanza è sminuita dalla presenza del Sole. L'uomo ha osservato la Luna fin dai tempi più remoti; la testimonianza più antica è stata trovata in una caverna della Dordogna: si tratta del cosiddetto "Osso di Blanchard" sul quale l'Uomo di Cro Magnon incise, all'epoca dell'ultima glaciazione di 30.000 anni fa, 69 simboli rappresentanti le fasi lunari nel corso di due mesi.

LE LUNAZIONI

Il ciclo delle fasi lunari rende la Luna unica nel cielo, almeno per chi osserva ad occhio nudo; non ci sono altri corpi celesti che cambino regolarmente forma.

La Luna al massimo della visibilità si presenta come un disco completo: la Luna Piena. Nei giorni successivi si riduce e dopo una settimana è visibile soltanto metà del cerchio: l'Ultimo Quarto. Continua la riduzione, la forma è una falce sempre più sottile e dopo un'altra settimana la Luna non è più visibile: la Luna Nuova. Nella settimana seguente riappare una piccola falce che si ingrandisce fino a raggiungere di nuovo le dimensioni di un semicerchio, orientato nella direzione opposta: il Primo Quarto. Dopo la quarta settimana la Luna è tornata alla forma rotonda della Luna Piena. Questa regolarità delle lunazioni è stata presa a base per il calendario fin dagli antichi babilonesi, che divisero l'anno in 12 mesi di 30 giorni, intercalando ogni qualche anno un mese in più per compensare lo sfasamento derivante dal fatto che l'anno solare è di 365 giorni. I babilonesi introdussero anche l'uso della settimana, che corrisponde circa ad un quarto; ai sette giorni vennero dati i nomi del Sole, della Luna e dei cinque pianeti conosciuti.

Nel corso dei secoli vennero avanzate diverse teorie circa la costituzione ed i movimenti della Luna, alle volte avvicinandosi alla realtà ma spesso imboccando strade sbagliate; fu soltanto con Galileo che iniziò il periodo degli studi scientifici che ci hanno portato alle conoscenze attuali. Galileo fu il primo astronomo a poter usare un cannocchiale e con questo studiò in particolare i rilievi del suolo lunare calcolandone l'altezza dall'ombra che essi proiettavano nelle diverse fasi lunari. Per la sua opera "Sidereus nuncius" Galileo tracciò anche cinque precisi disegni dai quali fece poi eseguire degli acquarelli:

Già Leonardo aveva tracciato degli schizzi della faccia della luna, con la caratteristica faccia; mancano però quei particolari visibili soltanto con strumenti ottici. Lo studio della Luna servì a Galileo per sostenere la validità del sistema eliocentrico e fu importante per Newton nel formulare la teoria della gravitazione universale.

L'ASPETTO DELLA LUNA

L'osservazione della Luna, anche a occhio nudo, ci mostra varie formazioni. Le più evidenti sono i crateri, le catene montuose e le pianure, dette "mari" perché i primi osservatori pensarono che fossero distese di acqua. Numerosissimi sono i crateri, oltre 30.000 con diametri fino a 300 km; alcuni hanno un caratteristico picco centrale. I crateri sono stati quasi certamente originati dalla caduta di meteoriti di tutte le dimensioni: se li confrontiamo col Meteor Crater dell'Arizona troviamo la stessa forma e proporzioni. Le catene montuose non sono di origine tettonica come quelle terrestri, ma sono i resti di crateri parzialmente demoliti da impatti successivi: quasi tutti mostrano un andamento curvilineo, con altezze che arrivano a superare i 5.000 metri. I mari, le zone più scure, sono delle vaste pianure di basalto formatesi probabilmente per la caduta di grossi meteoriti, che frantumando la crosta lunare hanno provocato la fuoriuscita del magma sottostante. Il magma si é poi raffreddato e solidificato dando origine ad una superficie pianeggiante. I diametri variano tra i 500 e i 1.000 km. Anche la Terra deve essere stata sottoposta allo stesso bombardamento di meteoriti, ma i crateri sono scomparsi a causa dell'erosione degli agenti atmosferici. Nella Luna, che non ha una massa sufficiente a trattenere un'atmosfera, tutte le formazioni si conservano molto più a lungo e con profili più aspri di quelle terrestri.

Osservando i cambiamenti di forma della Luna possiamo notare che i particolari visibili non cambiano posizione: la Luna ci mostra sempre la stessa faccia perché ruota su se stessa in 29 giorni e mezzo, lo stesso tempo della rivoluzione intorno alla Terra. In realtà riusciamo a vedere, col passar del tempo, quasi il 60% della superficie: ciò è dovuto al fenomeno delle librazioni, causate dalle variazioni della velocità orbitale e dall'inclinazione dell'orbita lunare. La conoscenza della faccia nascosta è iniziata soltanto nel 1959 con le prime sonde spaziali sovietiche che hanno iniziato i rilievi fotografici. L'altra faccia della Luna ha un aspetto un po' diverso da quella visibile direttamente: ci sono anche qui moltissimi crateri ma mancano quasi del tutto i mari. L'asimmetria può essere spiegata considerando il processo di formazione del sistema solare e l'influenza gravitazionale che ha avuto la vicinanza della Terra.

I MOVIMENTI DELLA LUNA

Osservando la Luna ci si accorge che anch'essa, come tutti gli altri astri, sorge da oriente e tramonta verso occidente nel corso di un giorno ma, a differenza degli altri astri, cambia posizione nel cielo spostandosi verso Est di circa 12° ogni 24 ore. La ragione di questo spostamento anomalo risiede nel fatto che la Luna è l'unico corpo celeste a girare intorno alla Terra: mentre il sorgere e il tramontare giornaliero è dovuto al movimento di rotazione della Terra su se stessa, la spostamento verso Est è causato dalla rivoluzione della Luna intorno alla Terra. Questa rivoluzione avviene in nello stesso senso della rotazione terrestre: combinando i due effetti si ha che la Luna sorge e tramonta ogni giorno con circa 50 minuti di ritardo.

Il movimento orbitale della Luna è anche la causa delle fasi lunari. Infatti questo movimento modifica continuamente l'allineamento tra Terra, Luna e Sole per cui si passa dalla congiunzione (Luna in direzione del Sole, è illuminata la faccia opposta alla Terra) all'opposizione (Luna dalla parte opposta del Sole, è illuminata la faccia rivolta verso la Terra). Considerando anche tutte le posizioni intermedie possiamo capire perché la Luna cambi forma nel corso delle lunazioni. La distanza media della Luna dalla Terra è di quasi 400.000 km, con una variazione di circa 45.000 km a seconda della posizione nell'orbita. Per questo la dimensione apparente della Luna varia tra il perigeo (massima) e l'apogeo (minima). E' invece un effetto psicologico quello che ci fa vedere la Luna più grande all'alba e al tramonto: questo accade perché la confrontiamo con punti di riferimento vicini e ne sopravvalutiamo la dimensione.

  

Non è proprio esatto dire che la Luna ruota intorno alla Terra: in realtà entrambe ruotano intorno al baricentro comune. In un sistema di due corpi il baricentro comune è situato tra i centri di gravità dei corpi stessi, in una posizione tale che le distanze dai due corpi siano inversamente proporzionali alle rispettive masse: più vicino al corpo più massiccio e più lontano da quello minore. La luna ha una massa 81 volte minore di quella terrestre, per cui il baricentro del sistema si trova all'interno della Terra, 1630 km sotto la superficie. E' questo punto che percorre l'orbita terrestre intorno al Sole. E' da notare che, rispetto al Sole, la Luna percorre una traiettoria sinusoidale, derivante dalla combinazione dei due moti di rivoluzione della Luna e della Terra.

 

L'AMBIENTE LUNARE

Le caratteristiche principali dell'ambiente lunare erano già note sulla base delle osservazioni precedenti le missioni Apollo e da queste sono state per la massima parte confermate.

Le differenze con la Terra sono notevoli. La Luna ha una bassa gravità superficiale, circa un sesto di quella terrestre: questo facilita le manovre delle capsule spaziali e consente agli astronauti di procedere a salti. La Luna non ha atmosfera perché, considerando la massa ridotta e l'alta temperatura che può raggiungere il suolo, le molecole di idrogeno, vapor acqueo, ossigeno e azoto possono facilmente raggiungere la velocità di fuga dal satellite e disperdersi nello spazio.

L'assenza di atmosfera produce importanti effetti:

  • Escursioni termiche elevatissime tra +125° e -180° dipendenti dall'alternarsi del giorno e della notte, che durano ciascuno circa due settimane.

  • Differenze di temperatura fortissime tra le zone illuminate e quelle in ombra, anche a pochi metri di distanza.

  • Erosione quasi assente, dovuta unicamente alla frammentazione delle rocce per le escursioni termiche.

  • Esposizione diretta del suolo ai raggi ultravioletti, ai raggi cosmici ed al vento solare, tutti nocivi per la vita.

  • Cielo completamente nero anche di giorno, stelle e corona solare visibili.

In queste condizioni non può esistere nessuna forma di vita ed è ormai certo che la vita non esistette neanche in passato. La Luna è morta anche geologicamente, nel senso che non si rilevano movimenti del nucleo (non esiste campo magnetico) né esistono le placche continentali che abbiamo sulla Terra. Tuttavia sembra che questo mondo completamente morto sia stato determinante per la nostra vita sulla Terra, perché la sua influenza gravitazionale stabilizza l'asse terrestre, che in caso contrario potrebbe subire oscillazioni notevoli; per esempio l'asse di Marte ha subito in passato oscillazioni anche di 40°. Queste oscillazioni produrrebbero una notevole incostanza nelle stagioni con conseguenze deleterie sulla vita.

LE MAREE

La Luna è responsabile delle maree. Secondo la legge di Newton due corpi si attraggono in modo inversamente proporzionale al quadrato della distanza. L'attrazione della Luna si effettua su ciascun punto della Terra, con una forza maggiore su quelli più vicini (rivolti verso la Luna) e con un effetto minore su quelli diametralmente opposti, più lontani. La differenza della trazione produce uno stiramento sul globo terrestre che lo porta ad assumere una forma ovalizzata nel senso della congiungente Terra-Luna; ovviamente le masse liquide si deformano più facilmente di quelle solide per cui si ha un innalzamento del livello dei mari in corrispondenza dei due poli dell'asse suddetto, sia in direzione della Luna che in quella opposta. Anche il Sole produce un effetto di marea, più limitato data la grande distanza. Le maree solari possono sommarsi a quelle Lunari (congiunzione, opposizione) oppure indebolirle (quadratura). Poiché la Terra ruota su se stessa in 24 ore l'alta e la bassa marea si verificano due volte al giorno. L'altezza dipende soprattutto dalla conformazione delle coste e varia da pochi centimetri nel Mediterraneo a 19 metri nella baia di Fundy, in Canada. Spettacolare è la marea di Mont Saint Michel, in Normandia. Ovviamente anche la Luna è soggetta alla forza di marea esercitata dalla Terra, che però attualmente non produce effetti essendo la Luna solida e rivolta verso la Terra sempre con la stessa faccia.

Le maree muovono continuamente enormi quantità di acqua, che per attrito frenano la rotazione terrestre e per effetto gravitazionale anche la velocità di rivoluzione della Luna. Le conseguenze sono che la Terra rallenta la sua rotazione di due millesimi di secondo ogni secolo mentre la Luna si allontana di 3 centimetri ogni anno. Si calcola che quando si sarà allontanata di altri 100.000 km la durata del giorno sarà di circa due settimane attuali, Terra e Luna si rivolgeranno reciprocamente la stessa faccia e le maree lunari saranno scomparse. La forza di marea esercitata dalla Terra ha avuto in passato, quando la Luna aveva un nucleo semifluido, lo stesso effetto di rallentarne la rotazione fino a renderne il periodo uguale a quello di rivoluzione.

LE ECLISSI

Altri effetti spettacolari provocati dalla Luna sono le eclissi, di Luna ma soprattutto di Sole. In entrambi i casi si tratta di un'ombra che viene proiettata in occasione di certi particolari allineamenti di Luna, Terra e Sole. E' facile constatare che il Sole e la Luna ci appaiono circa della stessa grandezza: si tratta di un caso fortuito dovuto al fatto che il Sole, con un diametro 400 volte maggiore di quello lunare, si trova ad una distanza dalla Terra 400 volte maggiore di quella della Luna. Quando la Luna si interpone tra il Sole e la Terra (nel periodo di Luna nuova) il disco solare viene coperto alla vista e si ha l'eclisse di Sole, totale nelle zone che entrano nel cono d'ombra e parziale per quelle che si trovano nella penombra. Poiché le distanze reciproche del Sole e della Luna variano per effetto dell'eccentricità delle orbite terrestri e lunari, variano anche i diametri visuali dei due corpi per cui l'eclisse può avere una durata massima di 7 minuti, mentre nel caso di Terra al perielio (più vicina al Sole) e Luna all'apogeo (più lontana dalla Terra) il disco lunare apparirà più piccolo di quello solare dando luogo all'eclisse anulare: del Sole resterà visibile un piccolo anello intorno al bordo. Durante i pochi minuti dell'eclisse totale si può vedere la corona solare, altrimenti offuscata dalla luce diffusa dall'atmosfera terrestre. Negli attimi precedenti e successivi sono visibili le "perle di Bailey", sprazzi luminosi che filtrano tra i picchi lunari che sporgono dal bordo della Luna.

L'eclisse di Luna avviene quando la Terra si interpone tra il Sole e la Luna (nel periodo di Luna piena); poiché la Terra è molto più grande la sua ombra può coprire l'intera superficie lunare. Anche qui ci può essere l'eclisse parziale, quando l'allineamento non è perfetto. La Luna non scompare completamente alla vista perché riceve una debole illuminazione dalla luce solare riflessa dalla Terra. La stessa luce produce anche il fenomeno della "luce cinerea", quella debole luminosità che ci consente di intravedere anche la parte in ombra della Luna, intorno alle fasi del primo e dell'ultimo quarto.

   
  
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