6 - SISTEMI DI COORDINATE
In generale un sistema di coordinate è quello che ci permette
di fissare una posizione col minor numero di dati possibile, due dati per una
superficie, tre dati per un volume. Un esempio del primo è la battaglia navale:
quando tiro su C3 indico la casella che sta all'incrocio della colonna C con la
riga 3.
Esempi del secondo li troviamo in tutti i cataloghi delle
lavatrici per farne conoscere le dimensioni: da uno spigolo partono tre lati sui
quali sono indicati larghezza, altezza e profondità. Apparentemente non viene
indicato un punto preciso: in realtà partendo dallo spigolo comune e applicando
le misure nelle tre direzioni spaziali si arriva allo spigolo opposto del solido
lavatrice. Questi sono due tipi di coordinate cartesiane.
Si possono usare altri
sistemi. Se mi trovo in Ancona e voglio far sapere ad un amico dov'è Bologna
posso dirgli: vai verso Nord-Ovest per 200 km. Se l'amico mi obbedisce dopo 200
km verso Nord-Ovest si trova a Bologna; sono bastati due dati, la direzione
Nord-Ovest (299°) e la distanza 200 km. Ma se mi trovo a Venezia dovrò dire
che Bologna è 130 km a Sud-Ovest (218°). I dati per arrivare a Bologna da
Venezia sono diversi da quelli per arrivarci da Ancona: questo perché abbiamo
usato un sistema di riferimento relativo o dipendente dall'osservatore: in
realtà oltre ai due dati numerici occorre tener conto anche del luogo di
partenza. Un sistema di riferimento assoluto o indipendente dall'osservatore è
per esempio quello dei meridiani e paralleli: se dico che Bologna è a 44°30'
Nord e 11°20' Est fornisco un'indicazione che è valida in tutto il mondo, in
qualsiasi luogo si trovi chi la utilizza.
COORDINATE TERRESTRI
Sulla Terra usiamo il Sistema dei Meridiani e Paralleli, con le
misure non in kilometri ma in gradi, la misura degli angoli. Questo sistema è
imperniato sull'Asse di rotazione terrestre, che è l'asse immaginario intorno
al quale ruota la Terra ogni 24 ore. Questo asse passa per il centro della Terra
e ne fora, per così dire, la superficie in corrispondenza dei due punti opposti
che restano fermi: il Polo Nord e il Polo Sud.
Ora immaginiamo di prendere un
compasso enorme, lo puntiamo sul Polo Nord e cominciamo a disegnare sulla
superficie dei cerchi sempre più larghi: questi sono i Paralleli, che
effettivamente sono tutti cerchi paralleli tra di loro. Continuando ad allargare
il compasso arriveremo a fare un cerchio che più grande non si può: è l'Equatore. Il piano dell'Equatore, perpendicolare all'asse terrestre, passa per
il centro della Terra e divide la sfera terrestre in due metà uguali. Possiamo poi spostarci al Polo Sud e completare il disegno dei
paralleli anche nell'altro emisfero. L'Equatore è un parallelo unico (è un
cerchio massimo, tutti gli altri sono cerchi più piccoli) ed è naturale
prenderlo come base: è il parallelo 0 (zero). Gli altri paralleli sono
identificati dall'angolo che ognuno di essi forma con l'Equatore, tirando una
linea dal parallelo al centro della Terra e un'altra da qui all'Equatore: per
esempio se l'angolo risulta di 40°, quello sarà il quarantesimo parallelo.
Questo angolo rappresenta la coordinata che chiamiamo Latitudine. La Latitudine
si misura in gradi, primi e secondi di arco e varia da 0° a 90°, quindi tra
l'Equatore con latitudine 0° ed il Polo Nord (che è un punto) con latitudine
90° ci sono infiniti paralleli intermedi con tutte le latitudini Nord da 0° a
90°. In modo analogo procedono le latitudini nell'emisfero meridionale, tutte
indicate con il Sud anziché con il Nord. A questo punto se di un luogo sappiamo
la latitudine possiamo dire che questo luogo si trova su di un cerchio, il
parallelo corrispondente: non sappiamo però in che punto e pertanto dobbiamo
introdurre un'altra coordinata: la longitudine. Per fissare la longitudine
congiungiamo il Polo Nord al Polo Sud con tanti semicerchi: ognuno di questi è
un Meridiano. Per i meridiani, che sono tutti uguali, non ne esiste uno
particolare: per fissare un riferimento è stato scelto arbitrariamente - per
ragioni storiche - il Meridiano di Greenwich, a Londra, definito come Meridiano
0 (zero). Gli altri meridiani sono identificati dall'angolo che ognuno di essi
forma con il Meridiano di Greenwich, tirando una linea, sul piano equatoriale o
sul piano della latitudine, dal meridiano stesso all'asse terrestre e un'altra
da qui al Meridiano di Greenwich. Questo angolo rappresenta la coordinata che
chiamiamo Longitudine. Ora il sistema è completo e se di un luogo sappiamo
latitudine e longitudine, lo troveremo sicuramente all'incrocio del parallelo e
del meridiano che corrispondono alle due coordinate.
COORDINATE CELESTI
In Astronomia usiamo sia sistemi
relativi che sistemi assoluti, a seconda dello scopo da raggiungere; dei vari sistemi di coordinate usati
ci
limiteremo ai due principali, che sono poi quelli che serviranno per le nostre
osservazioni da dilettanti: il sistema altazimutale e il sistema equatoriale.
IL SISTEMA ALTAZIMUTALE
Di solito le persone si spaventano
quando dico "azimut": la parola azimut in spagnolo vuol dire
"direzione" e proviene a sua volta dall'arabo al-samut che significa
"la strada"; diciamo allora sistema direzione-altezza e la paura
sparisce.
Immaginiamo di trovarci in mezzo ad una grande pianura: tutto intorno
a noi c'è l'Orizzonte, che è come un cerchio che separa la terra dal cielo.
Sull'orizzonte individuiamo i punti cardinali, magari con una bussola. A una
certa distanza da noi c'è una casa: qual è la sua direzione? Misuriamo
sull'orizzonte l'angolo tra il Nord e la casa: quello è l'azimut della casa
rispetto a noi (vedi nota). Se sopra la casa vediamo una stella, quella stella ha lo
stesso Azimut della casa. Misuriamo ora in verticale l'angolo tra la casa e la
stella: quella è l'altezza della stella. In questo modo abbiamo fissato la
posizione della stella con due misure angolari: la direzione nella quale
dobbiamo guardare (azimut) e l'altezza sull'orizzonte. Queste due coordinate
sono però valide soltanto nel punto nel quale ci troviamo ed in quel momento,
perché se ci spostiamo, per esempio da Ancona a Catania, oppure torniamo nello
stesso prato dopo un'ora, la stella avrà una diversa posizione rispetto al Nord
ed una diversa altezza. Questo sistema è imperniato non sull'asse polare ma
sulla verticale del filo a piombo nel luogo di osservazione; questa verticale
passa per lo Zenit (il punto più alto del cielo), i piedi dell'osservatore e il
centro della Terra. In conclusione il Sistema Altazimutale è un sistema di
coordinate relativo (dipendente dall'osservatore); è però quello più
intuitivo ed è largamente usato per osservazioni ad occhio nudo o anche con
semplici strumenti.
IL SISTEMA EQUATORIALE
Questo è un sistema di coordinate
assoluto (indipendente dall'osservatore). E' simile a quello dei meridiani e
paralleli, però proiettato all'infinito sulla volta celeste. Siccome le nostre
osservazioni avvengono dalla Terra, fingiamo che il centro della Terra sia il
centro dell'Universo e che gli astri stiano tutto intorno appiccicati ad una
sfera a distanza infinita (diventiamo tolemaici, perché ci fa comodo).
Dal
centro della Terra proiettiamo sulla sfera celeste i nostri meridiani e
paralleli. Al disopra dei Poli terrestri avremo il Polo Nord e il Polo Sud
celesti. In corrispondenza dell'Equatore e dei paralleli terrestri ci saranno l'Equatore celeste ed i cerchi di
declinazione
d (delta). In corrispondenza dei
meridiani terrestri ci saranno i cerchi di Ascensione Retta a
(alfa). Infatti
in questo sistema al posto della latitudine c'è la declinazione e invece della
longitudine c'è l'ascensione retta; può sembrare una complicazione inutile, ma
in realtà è meglio avere nomi diversi per cose diverse, specialmente quando
dobbiamo usare contemporaneamente i dati dei due sistemi. Nel Sistema di
coordinate Equatoriale l'Equatore celeste ha declinazione 0° (zero), i poli
90°, Nord o Sud e tutti gli altri cerchi hanno declinazione intermedia, Nord o
Sud in modo del tutto simile a quello del sistema terrestre dei meridiani e
paralleli. Per l'Ascensione retta il cerchio fondamentale, con A.R. 0 (zero) è
stato fissato non su Greenwich (che essendo sulla Terra è sempre in movimento)
ma su un punto fisso della sfera celeste: il Punto vernale, detto anche Primo
dell'Ariete o Punto g (gamma). Il punto gamma è il punto sull'Equatore celeste
che si trova in direzione del Sole all'Equinozio di primavera; infatti vernale
significa "primaverile" (dal latino), l'Ariete era la costellazione
che si trovava in quel punto oltre duemila anni fa e gamma è il simbolo di
quella costellazione. Una volta fissato questo punto, che si trova sull'Equatore
celeste, si è stabilito che il semicerchio fondamentale dell'A.R. è quello che
passa per quel punto. Un'altra particolarità è che l'A.R. si misura non in
gradi ma in ore, minuti e secondi di tempo: tutta la sfera celeste è divisa in
24 ore per cui ogni ora corrisponde ad un angolo di 15°. Il semicerchio del
punto gamma corrisponde a 0 (zero ore) e tutti gli altri, procedendo verso Est,
hanno tutte le altre ore fino alle 24, che coincidono con lo zero. Spesso si usa
indicare le ore di A.R. con numeri romani. A parte queste differenze, il sistema
Equatoriale è simile a quello dei meridiani e paralleli essendo imperniato
anch'esso sull'asse di rotazione terrestre. Il sistema di riferimento
Equatoriale è molto utile perché per le stelle fisse le due coordinate non
variano con il luogo di osservazione e neppure con il tempo (almeno non durante
la vita di un uomo); non a caso noi vediamo le costellazioni sempre con la
stessa forma. In tutti i Cataloghi, Almanacchi, Effemeridi la posizione di
questi astri viene data in Declinazione e A.R. una volta per tutte. Ciò
naturalmente non vale per il Sole, la Luna ed i Pianeti, che invece si spostano
nel cielo rispetto alle stelle fisse: per questi astri le coordinate variano nel
tempo e sono fornite in tabelle periodiche.
Il Sistema equatoriale è usato
universalmente e non solo in campo professionale.
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