Galileo e le fasi di Venere
La prima vera prova della realtà
del sistema eliocentrico fu portata da Galileo, il quale osservando Venere col
telescopio vide che il pianeta presentava delle fasi analoghe a quelle della
Luna: questo non poteva avvenire se Venere e il Sole avessero ruotato intorno
alla Terra.
 Infatti nel sistema tolemaico la Terra è immobile al centro
dell'Universo mentre il Sole ed i pianeti le ruotano intorno a distanze diverse.
Per ogni astro esiste un'orbita circolare: la prima, più piccola, per Mercurio
poi sempre più grande per Venere, il Sole, Marte eccetera. I pianeti però non
percorrono l'orbita circolare, detta deferente, ma un'orbita circolare più
piccola, l'epiciclo, il cui centro percorre il deferente. I pianeti interni
Mercurio e Venere orbitano più vicini al Sole della Terra e quindi, visti dalla
Terra, appaiono sempre in vicinanza del Sole stesso. Per rendere conto di questo
fatto il sistema tolemaico stabiliva che il centro degli epicicli di questi due
pianeti si trovasse sempre sulla retta che congiunge la Terra al Sole. Se fosse
vera questa situazione Venere, vista dalla Terra, mostrerebbe sempre il lato
oscuro: al massimo sarebbe visibile una piccola falce, a seconda della posizione
del pianeta nell'epiciclo.
 Invece nel sistema copernicano Venere volge verso la
Terra sia la faccia oscura che quella illuminata man mano che procede nella sua
orbita. Venere sarà perciò invisibile quando si trova esattamente trala Terra
e il Sole (perché mostra la faccia oscura) ed invisibile anche quando si trova
esattamente opposta al Sole (perché la sua luce è offuscata dalla più intensa
luce solare). Tra queste due posizioni avremo Venere crescente e Venere calante e
la forma sarà a falce o gibbosa come quella della Luna.
Siccome le osservazioni
di Galileo corrispondevano al secondo caso, esse provavano senza ombra di dubbio
la validità del sistema eliocentrico. |
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