| home page - novità - mappa - link | ![]() |
![]() |
|
|
3. DINAMICA DEL SISTEMA SOLAREVediamo ora come gira il sistema solare secondo le leggi di Keplero:
Probabilmente Keplero partì dalla conoscenza delle distanze proporzionali dei pianeti dal Sole per enunciare la sua terza legge: il quadrato del Periodo è proporzionale al cubo delle distanze (semiasse maggiore).
CHE COSA FA GIRARE IL SISTEMA SOLAREAccertato che tutti i corpi del sistema solare continuano a girare secondo le leggi di Keplero potremmo chiederci perché lo fanno, quali forze provocano questi moti: la risposta è fornita da Newton, con la Legge della gravitazione universale e la Prima legge della dinamica. La Legge della gravitazione universale afferma che "due corpi si attirano con una forza che è direttamente proporzionale al prodotto delle masse e inversamente proporzionale al quadrato delle distanze"; questa legge è valida non solo per il Sole ed i suoi pianeti ma per qualsiasi corpo presente nell'Universo (vedi l'appendice la gravitazione e le leggi di Keplero)
f = G ( m1 · m2 ) / d² Sulla superficie terrestre la forza di gravità è tale da imprimere ai corpi in caduta libera un'accelerazione verso il basso di 9,81 metri al secondo per secondo: ciò significa che se portiamo un corpo in cima ad una torre e lo lasciamo cadere senza spingerlo, il corpo cadrà aumentando la sua velocità da zero fino a raggiungere la velocità di 9,81 metri al secondo alla fine del primo secondo di caduta (35 km/h); di 9,81x2=19,62 metri al secondo dopo 2 secondi (oltre 70 Km/h). In generale la velocità raggiunta sarà 9,81 metri al secondo moltiplicato il numero dei secondi trascorsi. Per esempio dopo 6 secondi avrà raggiunto la velocità di 212 Km/h e percorso un traiettoria di caduta di 176 metri. Ma chi dà la spinta ai pianeti per farli continuare a girare intorno al Sole? Ancora Keplero pensava che nel loro interno ci fossero degli angeli alati a spingerli, ora sappiamo che non serve una spinta continua. Infatti Newton con la Prima legge della dinamica ci dice che "ogni corpo mantiene il suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme a meno che su di esso agisca una forza risultante diversa da zero".
Una volta stabilito che il movimento può continuare senza nessuna spinta, resta da chiarire chi abbia dato la spinta iniziale. Neanche Newton riusciva a spiegarselo. Newton aveva capito che il movimento orbitale deriva dall'effetto dell'attrazione gravitazionale del Sole sul pianeta inizialmente in moto rettilineo uniforme con traiettoria tangente all'orbita; dava per scontata la forza gravitazionale ma, citando le sue parole: "…non conosco nella natura alcuna forza che potrebbe causare questo movimento trasversale… la gravità può immettere i pianeti in movimento, ma … non avrebbe potuto immetterli nel moto circolare che essi hanno intorno al Sole; e perciò … sono costretto ad ascrivere la struttura di questo sistema ad un agente divino". Oggi abbiamo delle teorie che ci possono spiegare la cosa: bisogna però fare un passo indietro e risalire all'origine dell'Universo e del Sistema solare. LA FORMAZIONE DEL SISTEMA SOLAREProbabilmente l'Universo è iniziato col Big Bang, una colossale esplosione che ha dato origine al tempo, all'energia, alla materia e naturalmente anche a movimenti caotici della materia stessa.
Attorno al nucleo centrale gli urti delle particelle in caduta creano altri punti di aggregazione, sempre in rotazione rispetto alla massa centrale, con tendenza a distribuirsi sul piano mediano. Questi punti di aggregazione sono gli embrioni dei pianeti. Alla fine dalla condensazione centrale più massiccia, nella quale la temperatura aumenta fino a milioni di gradi, ha origine il Sole e dalle altre più piccole i Pianeti, conservando tutti il moto rotatorio della nube primordiale, il Sole su sé stesso ed i Pianeti su sé stessi ed intorno al Sole. Ciò è confermato dal fatto che tutte le rivoluzioni e quasi tutte le rotazioni avvengono nello stesso verso. Dopo l'innesco delle reazioni termonucleari che accendono il Sole, il vento solare spazza via le polveri e la maggior parte dei corpuscoli più piccoli, resta quindi il Sole che splende in mezzo alle orbite planetarie. |
|
| < ritorna all'indice | a cura di Carlo Rinaldo - anno 2005/06 | |