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Vacanze a Kastellorizo nell'ombra della Luna


14. La fine dell'eclisse

Sarebbe ora impossibile descrivere ogni momento di quei tre minuti con l’emozione che l'accompagnava, nella consapevolezza della straordinarietà e della unicità dell’evento. Ogni eclisse è unica, bisogna soltanto viverla.

La tensione emotiva che aveva tenuto tutti col fiato sospeso ora si scioglie come neve al sole e genera commenti ed espressioni di euforia e di  soddisfazione in tutti i presenti; ci sono i primi giudizi sulle osservazioni e sulle riprese effettuate. Ritengo di avere scattato circa 60 fotografie senza filtro e  anche a Davide è andata benissimo, nonostante il vento a raffiche, persino con la telecamera che aveva fissata a dovere con l'inquadratura a grande campo sulla veduta del porto: ha ripreso in automatico tutta la scena del calo e della risalita della luce, un bel documento da mostrare. Molti cominciano a muoversi dalle postazioni per girare tutto intorno in quei così esigui metri quadrati offerti dal piccolo castello.

 

 

Anche io giro e rigiro, e riprendo a caldo qualche foto ricordo di Davide e di tutta quella gente simpaticamente arroccata e idealmente protesa verso il Sole, con la quale abbiamo condiviso la fantastica esperienza.

 

Ma non è finita: ora segue la ripresa della sequenza di arretramento del bordo lunare sulla fotosfera ogni tre minuti: la serie decrescente della copertura, esattamente opposta a quella ripresa inizialmente.

   

La tensione emotiva sta pian piano scomparendo, e tutto l’interesse sembra esaurito e come bruciato in quei fatidici tre minuti, tanto intensi quanto fugaci, della totalità. Alcuni smontano gli strumenti e se ne vanno prima della fine del fenomeno, che è individuata, come da copione, dal quarto contatto, quando il bordo lunare lascia completamente scoperta la fotosfera. Noi invece documentiamo l’intera sequenza e dopo le rituali foto ricordo con l’autoscatto siamo gli ultimi a scendere dal Castello ormai deserto.