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Vacanze a Kastellorizo nell'ombra della Luna |
10. Inizia l'eclisse |
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Finalmente arriva il primo contatto. Tutti gli astrofili sul culmine del castello si accingono a scattare la prima fotografia tra quelle che faranno la storia di questa eclisse. Poi seguono ogni tre o cinque minuti le altre della sequenza classica di avanzamento del bordo lunare sulla fotosfera. Davide è precisissimo, cronometro alla mano mi segnala quando è ora di scattare la foto, ed operiamo in sincronia, ogni 3 minuti e sfasati tra noi di 1,5 minuti. Chiedo alla gentile signora Vassiliki di ritrarmi con una delle mie macchine fotografiche vicino ai miei telescopi, sarà un bel ricordo da conservare. |
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Intanto cala sensibilmente la temperatura, e sembra che si stia preparando una rivoltura, ma è soltanto l'effetto dell'ombra della Luna, che ci fa indossare golf e giacchette (poi Nikos ci dirà che ha misurato una escursione termica di ben 14 gradi centigradi) e in quel clima inizialmente così fantastico, con il fresco dell’aria che incomincia ad infastidirci arriva anche un detestabile vento a raffiche, sempre più serrate, che fa vibrare ogni telescopio, col brutto rischio di rendere mosse le fotografie, e ci fa rimpiangere la tranquilla baietta riparata dove il giorno prima facevamo le prove, addirittura sudando per il caldo afoso. Con la temperatura scende anche la luce, come quando le nuvole oscurano il Sole, ma nuvole non ce ne sono, c’è soltanto la Luna in quel cielo di un azzurro sempre più cupo; vedo poi che si stanno formando sottili cortine di condensa chiara in alta quota, che sembrano veli di cirri dovuti probabilmente alla repentina discesa della temperatura; questi veli disturberanno la totalità, soprattutto l’inizio e la fine; il fenomeno dell’oscuramento progressivo arriva in breve a scenari veramente irreali, quando sembra che qualcosa di strano ed impossibile stia avvenendo davanti ai nostri occhi: un Sole dalla fotosfera ridotta ad una falce, che è già sottile sottile ma pur sempre accecante alla vista, e brilla in un cielo stranamente turchino scuro ma non riesce più a scaldare ed illuminare la Terra. |
Alcuni issano la bandiera greca a strisce bianche e azzurre sul pennone del castello. Siamo letteralmente assediati dal pubblico curioso, costituito soprattutto da giovani e studenti, in evidente libera uscita per lo straordinario evento. Si arrampicano anche sulla balza più alta del castello, completamente diroccata e pericolante, dove non ci sono scalette, per cui approdarvi senza danni è un'impresa equilibristica per i più bravi.
Mi sono chiesto che cosa succederebbe a noi abitanti del Pianeta Azzurro se improvvisamente il Sole si spegnesse e non ci mandasse più il suo calore . . . . . . . sarebbe certo un brutto guaio, forse molto peggiore di tutti gli altri problemi e guai che i vari telegiornali ogni giorno scrupolosamente sfogliano e ripassano. |
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La gente intanto comincia a vociferare, il tono delle voci si alza, sta per scomparire l’ultima falce di fotosfera, che osservo al telescopio e ormai vedo sottilissima. Il momento critico di ogni eclisse è quando si deve capire al volo qual'è l'istante in cui conviene togliere i filtri solari dai telescopi. E’ questo il momento critico, e tutto, intorno a me, mi dice che è ora. |
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